Venerdì 22 Novembre 2019
   
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MASCIARI: “MAFIE E POLITICA STRINGONO ALLEANZE”-foto

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lo-stato-siamo-noi-premiazi“[…] Ho detto no alla mafia, ma la mia vita non è stata più la stessa. Ho detto no, perché io sono nato libero … perché chi si piega alla criminalità organizzata diventa schiavo”. In questi termini si esprime l’imprenditore edile calabrese Pino Masciari, durante la cerimonia di premiazione della prima edizione del concorso letterario ‘Lo Stato siamo noi’, tenutasi nel pomeriggio di giovedì 29 marzo, presso il chiostro comunale ‘San Domenico’.

Pino Masciari, che ha denunciato nel 1994 le pressioni alle quali era sottoposto dall’ndrangheta, è il principale testimone di giustizia italiano. Ed è stato dedicato a quest’ultimo - già ospite lo scorso anno a Gioia, invitato ad un incontro organizzato dalla Scuola Media Carano in occasione di un PON sulla Legalità - il concorso bandito dall'Istituto di Istruzione superiore ‘R. Canudo’pino-masciari-pubblico2 con la collaborazione di LIBERA – associazione nata con l’intento di combattere la criminalità organizzata –, e patrocinato dal Comune di Gioia del Colle.

Sono felice di essere il motivo ispiratore di questo concorso, mi duole, però, il non vedere le forze dell’ordine: questo non è un esempio positivo … E ciò continua ad essere un cattivo esempio per tutte le vittime della mafia per le quali sono profondamente addolorato”.

In proposito Pino Masciari ricorda anche il nostro concittadino, l’ingegnere Donato Maria Boscia, che aveva solo 31 anni quando cinque colpi di pistola lo colpirono la sera del 2 marzo del 1988 a Palermo. “Ma ci sono delle vittime vive della mafia, perché è difficile sconfiggere l’illegalità, la corruzione se lo Stato è assente, se una parte della politica italiana continua a stringere alleanze con la lo-stato-siamo-noi-2premiazmafia”, così continua l’imprenditore calabrese.

Racconta, inoltre, la sua vicenda personale parlando di uno Stato a tratti indifferente, che definisce ad ‘intermittenza’, ed emoziona il numeroso uditorio quando afferma: “Io che dovrei essere la normalità, conduco una vita a metà, nascondendomi continuamente e non potendo ritornare nella mia Calabria. […] I miei figli, che avrebbero tutto il diritto di condurre una vita normale, non sanno correre”.

Secondo Pino Masciari non dovrebbero più esserci martiri ed eroi, ma uomini politici e no che sappiano agire con onestà. Crede che l’Italia sia un paese da riordinare e da riamare ricominciando dalla cultura. E il concorso letterario ‘Lo stato siamo noi’ cerca di ricominciare proprio dalla cultura.pino-masciari-pubblico3

Il concorso, suddiviso in tre sezioni – poesia, narrativa, e cortometraggio – è stato organizzato e curato dalla prof.ssa Grazia Procino, che ha moderato l’incontro, e il professor Leopoldo Attolico, assente per motivi personali. La giuria, invece, è stata composta dalla giornalista Dalila Bellacicco, dalla prof.ssa Dina Montebello, dalla poetessa Hafida Faridi, dal professor Michele Pavone, dal regista Giuseppe Procino; ed è stata presieduta dal professor Ferdinando Pappalardo, docente di Letteratura Italiana e Teoria e Storia dei Generi Letterari, presso l’Università degli Studi di Bari.

Il professor Pappalardo ha subito affermato: “Riteniamo che la partecipazione sia stata ampia e di un certo pregio, nonostante ci sia stata una scarsa attenzione alle realtà mafiose più ristrette presenti nel nostro territorio”. Altro dato inquietante rilevato dalla giuria riguarda il livello di lo-stato-siamo-noi-masciaripercezione del fenomeno che ha visto i più rappresentare una mafia militarizzata accompagnata da racconti fatti in termini di videogioco.

È un elemento questo che ci ha lasciati sgomenti […]”, così continua il professor Pappalardo. In effetti bisognerebbe impegnarsi per una maggiore sensibilizzazione ad un fenomeno complesso e ramificato. “E – conclude – se questi piccoli difetti dovessero venir meno nelle prossime edizioni, avremo fatto dei piccoli passi in avanti”.

Ha seguito la premiazione che è stata conclusa con la visione del raffinato cortometraggio ‘La legalità è un’idea che si partorisce’ di Leoluca Armigero, studente del liceo classico ‘P.V. Marone’. La serata, inoltre, è stata intervallata da momenti musicali a cura del conservatorio ‘N. Rota’ di Monopoli.

(scatti fotografici a cura di Donato Stoppini)

Primo premio scuole medie "Bomba a mezzanotte".pdf Scarica
Primo premio scuole superiori "Non talari ma scarpette di cristallo".pdf Scarica
La ribellione di Marino.pdf Scarica
Il mio testamento disegno di una profezia.pdf Scarica

 

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Di seguito i nomi dei vincitori del concorso e le motivazioni della giuria.

Sezione “Poesia”

Scuole Medie Superiori:

Primo classificato “Non talari ma scarpette di cristallo” di Maria Natile Martino, classe I sezione C del Liceo Classico “P. V. Marone”.

“Il testo riesce nell'intento di esprimere, in un dettato di grande intensità e limpidezza, in un coerente e suggestivo ordito metaforico, il sentimento di solidarietà verso le vittime della mafia, la condivisione del loro messaggio e la fiducia nell'efficacia della loro testimonianza. Colpisce la capacità di evitare che l'emozione debordi in toni enfatici, e la sapiente modulazione della corda civile in accenti ora di severa deprecazione, ora di suggestivo lirismo; ma soprattutto impressiona la fede nel potere della parola poetica, che prevale – nonostante la sua fragilità – sul male e sulla morte”.

Secondo classificato “L’uomo che non aveva paura” di Marco Greco, classe I sezione A del Liceo Classico “P. V. Marone”.

“Nella forma di una commossa apostrofe, il componimento alterna immagini funeree dettate dall'orrore della violenza mafiosa a metafore di mite dolcezza ispirate dal ricordo del giudice Rocco Chinnici, la cui figura è evocata quasi come un antidoto al cancro della criminalità, e il cui esempio di lealtà e di coraggio è chiamato a esorcizzare la paura che la mafia suscita fra tutti coloro i quali hanno a cuore il principio di legalità”.

Terzo classificato “Non parole, ma fiaccole di speranza” di Silvia Pietroforte, classe III sezione A del Liceo Classico “P. V. Marone”.

“Il componimento, che in qualche punto appare stilisticamente ingenuo, si fa apprezzare per la sincera, appassionata e convincente esaltazione dell'ideale della giustizia, considerato a ragione come il più potente contravveleno al contagio dell'illegalità mafiosa, favorito dall'indifferenza e dalla labile memoria dei cittadini, dal torpore della coscienza civile”.

Quarto classificato, ex aequo “A Donato” di Nicola Caputo, classe I sezione A del Liceo Classico “P. V. Marone” e “Un uomo, un eroe, un figlio” di Francesco Mandorino classe I sezione A del Liceo Classico “P. V. Marone”.

“I due componimenti, seppure in forme diverse, si segnalano per la scelta di dare direttamente voce alle vittime della mafia, assumendone il punto di vista. Lo sdegno e l'esecrazione che animano questi versi inclinano però spesso alla requisitoria e all'invettiva, e insistono sulla denuncia della crudeltà delle organizzazioni criminali, omettendo di considerare altri importanti aspetti – non meno letali – della loro presenza nel tessuto economico, sociale e civile del Mezzogiorno e dell'intera nazione”.

Scuola Media Inferiore:

Primo classificato “Bomba a mezzanotte” di Valentina Albanese, classe II sezione E della Scuola Media “Losapio”.

“Il componimento ha il merito di prendere spunto da un fenomeno spesso sottovalutato nella sua ampiezza e pericolosità, e cioè l'estorsione. In una scrittura semplice ma coinvolgente, alla descrizione delle drammatiche conseguenze che il racket ha non soltanto sull'economia, ma sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni e in se stessi, si accompagna l'esortazione alla società civile affinché assuma coraggiosamente le sue responsabilità, nella convinzione che ciò costituisca l'unico, efficace argine alla criminalità”.

Secondo classificato “La mafia” di Hamza Sakini, classe III sezione D della Scuola Media “Losapio”.

“Il componimento è un atto d'accusa contro la mafia, che ha deturpato il volto della Sicilia sostituendo alla civiltà millenaria dell'isola una cultura che ha il suo fondamento nella violenza e nell'omertà. L'elementarità della forma e l'insistita ripetizione di alcune rime sono compensate dalla candida speranza nel pentimento di coloro che si sono resi responsabili di azioni o comportamenti criminali”.

Terzo classificato “La mafia” di Valeria Vinci, classe III sezione D della Scuola Media “Losapio”.

“Il componimento, anch'esso – come il precedente – in rima, si lascia apprezzare per la sincera, accorata denuncia del costume mafioso e dei danni materiali e morali provocati dalle attività criminose, ma anche per il sentito appello a un comune impegno – soprattutto dei giovani – nella lotta contro la mafia, sull'esempio di coloro che hanno dato la vita per la difesa della legalità”.

Sezione “Racconti”

Scuole Medie Superiori:

Primo classificato “Il mio testamento: disegno di una profezia” di Ilaria Fico, classe III sezione C del Liceo Classico “P. V. Marone”.

“Il racconto ha innanzitutto il pregio di proporre una situazione molto originale, e di sperimentare una struttura niente affatto convenzionale, che conferisce alla narrazione uno sviluppo drammatico attraverso la testimonianza diretta dei personaggi. Inoltre, sfoggia una scrittura personalissima, sciolta ma intensa e coinvolgente, priva di ridondanze e per nulla compiaciuta. Infine, coniuga efficacemente una urgente domanda di giustizia con la malinconica presa d'atto dei ritardi e delle carenze che l'iniziativa dello Stato e la mobilitazione della società civile fanno registrare nella lotta alla mafia, sfuggendo alle professioni di ottimismo volontaristico che la circostanza poteva sollecitare e restituendo una visione realistica dello scontro che oppone le istituzioni e l'opinione pubblica democratica alla criminalità organizzata”.

Secondo classificato “Io, Peppino, una vita per la legalità” di Sara Genghi, classe I sezione A del Liceo Classico “P. V. Marone”.

“Il racconto adotta il modello della letteratura ucronica per rappresentarci, con una prosa vivace ma sorvegliata, e in alcuni punti accattivante, uno scenario opposto a quello che viviamo: ovvero l'immagine di un Paese che ha debellato la mafia, e in cui una delle vittime storiche della criminalità organizzata è addirittura ascesa alla massima carica dello Stato. Attraverso questo capovolgimento della realtà fattuale, è ottenuto il risultato di rendere omaggio alla memoria di un martire della lotta alla mafia, di mettere in guardia dalla crescente diffusione dei poteri criminali sull'intero territorio nazionale, di tenere viva la speranza nel trionfo della giustizia e della legalità, senza concessione alcuna alla retorica”.

Terzo classificato “Il silenzio o la morte: storia di un eroe gioiese” di Francesca Errico, classe I sezione A del Liceo Classico “P. V. Marone”.

“Proposta narrativa originale ed elegante nello stile. Sono mirabilmente ed efficacemente descritti gli ultimi presumibili momenti di vita di Donato Boscia. Se, per i dettagli, l’autore lavora di fantasia egli riesce non di meno a rendere vividi e palpitanti i pensieri del nostro eroe, i suoi affetti, le sue paure, il suo coraggio. Si – come egli avrebbe voluto – desta in noi sentimenti di orgoglio per il simbolo che è stato e per quello che ha fatto”.

Quarto classificato “Un’incandescente verità” di Letizia Temerario, classe I sezione C del Liceo Classico “P. V. Marone”.

“L’autore si sostituisce al protagonista: un imprenditore calabrese, vittima della ‘ndrangheta, il quale decide di testimoniare ad un maxiprocesso. E l’incipit è precipuamente una aula di giustizia paragonata ad un palcoscenico dove viene rappresentato il dramma teatrale della propria vita. La narrazione dettagliata, originale e vivace nel linguaggio; numerosi elementi di ricerca sulla gestione mafiosa degli appalti, sulla sofferenza dei testimoni di giustizia, sulla sfiducia nella presenza dello Stato. Forte, comunque, risuona - per l’intero racconto e per bocca del narratore – la convinzione di P. Masciari: “Le mie parole saranno la sola speranza di forgiare il futuro che ho desiderato. Qualcosa sta già cambiando”.

Scuola Media Inferiore:

Primo classificato “La ribellione di Marino” di Marialessia Cataldi, classe II sezione E della Scuola Media “Losapio”.

“Un tratto linguistico semplice per trattare due problematiche ingombranti ed – ahimè – vicine ai nostri vissuti territoriali: il caporalato ed il pagamento del pizzo - usura. Il racconto mette in luce i disagi del quotidiano, la fatica del vivere onestamente e, altrettanto, la volontà di opporsi ad ogni forma di sopruso e di prevaricazione. Il narratore ha ben interiorizzato che atteggiamento mafioso non risiede soltanto nelle manifestazioni eclatanti bensì anche negli ambiti modesti del sotterfugio e del piccolo tornaconto. La soluzione finale, se può apparire affrettata o semplicistica è – comunque – la più giusta, almeno sino a quando tutta la coscienza civile non darà la necessaria svolta.”

Secondo classificato “Una visita inaspettata” di Giorgia Buttiglione, classe II sezione E della Scuola Media “Losapio”.

“Il dialogo vivacizza in rapida successione l’angoscia di due genitori per il rapimento della propria figlioletta. Se il racconto, espresso in forma molto semplice, rinvia a filmati o stereotipi del rapimento, molto diffusi da mezzi di comunicazione, della richiesta di riscatto o del pizzo, esalta vivamente la necessità civica di avvalersi delle forze dell’ordine e quindi esprime fiducia nello Stato. È un messaggio “puro” che va rinforzato specie quando venga da un giovane che deve crescere nella fiducia nelle Istituzioni”.

Si segnalano tra le opere in concorso non vincitrici: “Quando sarò grande” di Petronilla La Volpe, classe I sezione C, Liceo Classico “P. V. Marone”; “L’idolo Pino” di Michele Natuzzi, classe I sezione A, Liceo Classico “P. V. Marone”; “Aghi di Pino” di Fiamma Mastropasqua, classe IV ginnasio sezione B, Liceo Classico “P. V. Marone” e “Il futuro dello Stato siamo noi!” di Valeria Dimola, classe I sezione C, Liceo Classico “P. V. Marone”.

Sezione “Cortometraggi”

Scuole Medie Superiori:

Primo classificato “La legalità è un’idea che si partorisce” di Leoluca Armigero; classe II sezione A del Liceo Classico “P. V. Marone”;

“Il cortometraggio si è aggiudicato il primo posto per la raffinatezza con cui sono montate le immagini e la musica che discostano il corto da un prodotto amatoriale, seppur girato a basso costo e per l'impegno tecnico davvero lodevole. Il cortometraggio riesce a trasmettere emozioni in maniera assolutamente non didascalica e rende le tematiche del concorso in maniera efficace e molto originale”.

Secondo classificato “Leggere il coraggio”di Benedetta Lella, classe II sezione A del Liceo Classico “P. V. Marone”.

“Il filmato risponde ai requisiti del Premio letterario. Sul piano dei contenuti evidenzia una buona ed appropriata ricerca dei principali contributi alla lotta alla mafia a partire dal propugnatore della difesa della legalità don Luigi Ciotti per poi segnalare i simboli viventi o assassinati per la lotta stessa. Il tutto incorniciato in un approccio sempre più sentito della problematica da parte delle nuove generazioni e, principalmente, nella Scuola. Sul piano tecnico, interessanti risultano i passaggi video-cromatici passato/presente, l’utilizzo delle ambientazioni, la coesione fra i filmati, l’appropriata scelta delle musiche. Opportuna e più fruibile sarebbe stata una migliore gestione del sonoro per le parti introduttive e conclusive, portatrici dei messaggi civili”.

Terzo classificato “Joe Petrosino, un poliziotto per la mafia” di Fabio Tuccillo, classe IV sezione B del Liceo Classico “P. V. Marone”.

“Il filmato si distingue per la ricerca storica effettuata in maniera precisa e dettagliata e rappresenta un'ottima strategia documentaristica a costo zero. La fedeltà dei temi si realizza nella rappresentazione di un personaggio che realmente è stato dimenticato (scusate  ma Falcone non è caduto nel dimenticatoio.... anzi è l'esempio più famoso della lotta alla mafia) e che è stato un esempio perfetto di legalità e lotta alla criminalità”.

Scuola Media Inferiore:

Primo classificato “Per non dimenticare” di Martina Gallotto, classe III Sezione C della Scuola Media Losapio.

“Il cortometraggio va premiato per lo sforzo e l'impegno profuso nel tentativo dar vita ad una produzione originale”.

Secondo classificato “Io mi fido” della III A della Scuola Media Carano.

“Il cortometraggio è riuscito a farsi apprezzare per lo sforzo congiunto dell'intero gruppo a veicolare energie positive e propositive nella trattazione del tema”.

Commenti  

 
#3 Luisa Pavone 2012-04-03 09:44
Vorrei ricordare che esiste a Gioia, da due anni circa, il Presidio di Libera che promuove ed ambisce a diffondere l'idea di Legalità nel sistema sociale e politico del nostro paese. LiberaGioia ha cominciato a proporre nelle scuole questi argomenti che sono stati fortunatamente accolti ed elaborati.
Però mi permetto di ricordare a tutti gli alunni e genitori che l'affermazione dell'idea di Legalità ha bisogno di partecipazione costante e profonda e perciò vi ricordo che noi di LiberaGioia siamo in Via Pantera n. 18 e ci riuniamo ogni martedì alle 19,00. La PARTECIPAZIONE dei cittadini sarebbe più che gradita.
 
 
#2 Rossana 2012-04-03 09:15
I miei sinceri ed altissimi apprezzamenti alla Prof.ssa Grazia Procino per aver organizzato una manifestazione di notevole spessore umano e civile,un elogio alla partecipazione attiva di tutti i ragazzi e non ultimo,il mio più alto senso di stima e ammirazione al testimone di giustizia,Pino Masciari. Grazie per le emozioni toccanti che ci avete regalato.
 
 
#1 Una mamma 2012-04-02 18:04
Un grazie grande, grande alla professoressa Losito che ha sensibilizzato sull'argomento della mafia i nostri figli, suoi alunni di II E, GRAZIE!
 

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