Martedì 16 Agosto 2022
   
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RACCONTO CELEBRAZIONE BEATIFICAZIONE BENEDETTO XIII

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benedetto-XIII-palazzoIl 24 febbraio alle ore 12, a Roma, è stato celebrato un evento di importanza storica nel Palazzo del Vicariato presso la Basilica di san Giovanni in Laterano. Nell’ampia e bella Sala della Conci­lia­zio­ne, così denominata perché vi furono firmati i Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) tra l’Italia e la San­ta Sede, si è svolta la solenne cerimonia di apertura della Causa di Beatificazione e Canoniz­za­zio­ne del Servo di Dio, fra Vincenzo Maria Orsini, dell’Ordine dei Predicatori, papa con il nome di Be­nedetto XIII (1724-1730), nato a Gravina in Puglia il 2 febbraio 1650.

Presiedeva il Tribunale per l’avvio del Processo Canonico il carbenedetto XIII-pubblicodinale Agostino Vallini, Vicario Generale del Papa per la Dio­cesi di Roma, alla presenza di mons. Mario Paciello, vescovo di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti, di autorità civili ed ecclesiastiche, di numerosi fedeli pugliesi e beneventani (il cardi­na­le Orsini, anche da papa, resse la diocesi di Benevento per più di 40 anni).

Dopo il solenne giu­ra­men­to di rito del Presidente e dei giudici del Tribunale nelle mani del Notaio Apostolico, que­st’ul­ti­mo dichiarava aperto il Processo alle deposizioni prossime dei testimoni in una prima fase dio­ce­sa­na. È seguita la lettura di un compiuto profilo biografico e storico del Servo di Dio, tracciato dal Car­dinale presidente, aperto e chiuso da canti polifonici di rara bellezza del Coro della cattedrale di Gra­vina.girardi-soria-

Grande merito per questo primo traguardo va riconosciuto al Centro Studi «Benedetto XIII» di Gravina e al suo instancabile animatore organizzativo e culturale don Saverio Paternoster.

Da alcuni incontri con la gioiese Associazione Autonoma di Solidarietà, guidata da Enrico Soria, è sca­turita anche una collaborazione tendente ad accrescere e diffondere la conoscenza di questo gran­de papa pugliese, universalmente noto anche per la sua grandissima devozione per (il patrono gioiese) san Filippo Neri.

Di qui il coinvolgimento del prof. Mario Girardi, docentegirardi-relaziona nell’Università di Bari, che ha promesso e mantenuto al più alto livello degli studi l’impegno a nome dei con­cit­ta­di­ni gioiesi di offrire un contributo storiografico alla medesima causa, dapprima con 2 conferenze pub­bliche a Gravina e Gioia (2 aprile e 20 maggio 2011) e poi in questa solenne occasione romana (25 febbraio) nell’Aula minor dell’Angelicum, ovvero la Pontificia Università san Tommaso d’A­qui­no nel cuore di Roma, a pochissima distanza dal Palazzo del Quirinale.

Dinanzi ad un foltissimo pub­blico, cui in mattinata si erano aggiunti numerosi giovani liceali provenienti da Gravina con i lo­ro docenti, il cardinale Walter Brandmüller, già Presidente del Comitato Pontificio per le Scienze Sto­riche, ha dato l’avvio al Convegno di studio sul tema «Benedettgirardi-e-prelatio XIII Orsini tra S. Domenico e S. Filippo Neri. Fonti-Storia-Spiritualità».

I tre relatori, nell’ordine il prof. Mario Girardi, il prof. fra Carlo Longo (storico domenicano, docente presso l’Angelicum) e padre Edoardo Aldo Cerrato (Procuratore Generale della Congregazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri) hanno tracciato con l’ausilio di numerose fonti storiche il percorso formativo ed esistenziale, e la stessa spiritualità di Papa Orsini alla luce della sua vocazione domenicana e del sopraggiunto amore per gli Oratoriani (che visitò alla Vallicella di Roma ben 132 volte nell’arco di poco più di 5 anni di pontificato) ed il loro fondatore, san Filippo Neri, «suo liberatore» da sicura benedetto XIII-gruppo-fedelimorte nel disastroso terremoto bene­ven­ta­no del 5 giugno 1688.

La visita e la celebrazione liturgica, presieduta da mons. Paciello, presso il sontuoso monumento funebre che custodisce le spoglie di papa Orsini nella Basilica domenicana di Santa Maria sopra Minerva (e sotto l’altare maggiore anche quelle di santa Caterina da Siena), una pas­seggiata per Roma by night in un inatteso e piacevolissimo clima primaverile fino alla scenografica scalinata di Trinità dei Monti, ultimata grazie all’interessamento di Benedetto XIII, l’escursione (sulla via del ritorno) alla celebre Abbazia benedettina di Montecassino, la cui Basilica fu solen­ne­men­te benedetta e consacrata da Benedetto san-pietro-chiesaXIII il 18 maggio 1727, hanno concluso una esaltante due giorni romana.

L’augurio e l’auspicio finale è che non solo la città natale di Gravina e la co­mu­ni­tà di Gioia (che condivide la devozione di Benedetto XIII per s. Filippo Neri), ma l’intera Chiesa universale possa riconoscere e celebrare degnamente i meriti e la santità di un grande papa come Benedetto XIII, sicuro modello di vita e perfezione cristiana anche per i nostri tempi. (foto M. Girardi-Gioianet)

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