
E’ Wojtyla il protagonista assoluto della presentazione di “Con le stelle e con il cuore” - racconto di Marisa D’Elia “in dialogo” con la poesia e le emozioni.
Marisa ha dedicato interamente a lui non solo il suo scritto ma anche l’intera serata del 26 gennaio nella Chiesa di San Vito, gremita nonostante il gelo.
Dietro l’altare, sorretta dalle braccia del Cristo, l’immagine di un sorridente Wojtyla osserva i presenti, sembra quasi ammiccare mentre sullo schermo si sgrana la sua vita.
Nelle varie età, da pargolo ad adolescente, poi giovane uomo, quindi prelato ed infine Papa, il Santo Padre si svela. Aneddoti, perdite, incontri, ricordi… fotogrammi e musiche si
rincorrono, scandiscono gli anni, rievocano istanti già vissuti, raccolti in un unico filmato da Francesco Donvito, il quale donerà al pubblico anche una sua testimonianza sulle Giornate della Gioventù tanto amate dal Papa.
Mentre scorrono le immagini di repertorio Giuseppe Cavallaro narra le vicende più significative della vita del pontefice.
Al racconto biografico si alternano i canti del coro della parrocchia, accompagnati dalle chitarre. Un raccoglimento suggestivo si insinua nelle pause.
Il professor Antonio Notarnicola traccia il profilo storico – politico del Papa, ricorda le sue lotte contro la mafia, l’eutanasia, il suo pensiero sul comunismo, le numerose
beatificazioni, ben 1938 a fronte delle 482 concesse dai suoi predecessori. Nella sua storia un altro guinness: sarà il primo Papa beatificato dal suo successore.
Don Vito Campanelli introduce “Con le stelle e con il cuore”, opera edita Suma della quale ha curato la presentazione scritta. Ne racconta la “genesi”, sottolineando che è sorta in due distinti momenti. Nel 2003 – 2004 nasce “Storia di Natale”, protagoniste della fiaba due stelle: Sogno e Realtà, le stesse che dopo la beatificazione di Giovanni Paolo II, il 2 maggio del 2011 tornano a “dialogare” ispirando a Marisa nuove pagine.
Don Mimì Ciavarella ringrazia la scrittrice per la bella rievocazione e ricorda a sua volta due “segni” di pace che hanno illuminato di santità il pontificato di Wojtyla: il perdono del suo attentatore, incontrato a Rebibbia e la preghiera per la pace che riunì tutti ad Assisi.
“Tramite la preghiera il cuore ci parla di amore – afferma Monsignor Ciavarella – il Papa ha sofferto con amore, un Papa scherzoso, che definì il Policlinico Gemelli, a seguito delle tante frequentazioni per motivi di salute – il Vaticano 3°”.
Quindi conclude ricordando la più celebre delle frasi del Santo Padre: “Spalancate le porte a Cristo!”.
A fine serata Marisa, per l’intera presentazione in trepida attesa, legge tre splendide poesie di Wojtyla, si emoziona ed emoziona il suo tono sommesso e commosso.
Quindi Angela Milano e Luana Montone intonano ai microfoni la canzone “Con le stelle e con il cuore” scritta da Marco Addati (suoi gli acquerelli presenti nel libro di Marisa) e musicata da sua sorella Veronica, una melodia molto orecchiabile, dal ritmo trascinante che in molti ricorderanno.
L’incontro si chiude con un simpatico buffet offerto dalla scrittrice.
(Scatti fotografici a cura di Donato Stoppini)
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Commenti
Deduco che lei sia molto profondo e al tempo stesso sensibile, il semplice fatto di aver lasciato qui un
suo commento ne è la prova tangibile.
Spero di poterle stringere la mano...magari il 10 marzo in occasione della serata dedicata a Papa Giovanni Paolo II e don Vito Marotta.
Grazie di cuore
Cara Lucia
ti ringrazio per il pensiero gentile, sei sempre così cara con me, un abbraccio.
Marisa
si impara cosi a descrivere oggetti,persone situazioni che favoriscono la convivenza sociale ma fin qui è capacità di tutti.
quello che invece è concesso a pochi è servirsi di tali segni e suoni per descrivere l"indescrivibile': le emozioni;gia perchè la grandezza di un Artista è tutta qui,riuscire a tradurre in un"muto"linguaggio(al di la dello stumento utilizzato:colori,musica,carta) ciò che da un vissuto individuale diventa poi universale.
Sarebbe stato. credo,troppo riduttivo un semplice "bello, bellissimo"quanto ho sentito e poi letto nel suo libro,se non vi avessi ritrovato l'andare oltre se stessi per qualcosa che è dono per tutti e s'è vero che amare è prima di tutto donare e donarsi(molto toccanti la lettura delle poesie)beh credo che il suo racconto con la leggerezza che si addice a sa dialogare tra le parti interne di se,(quella adulta e quella bambina)sia stato veramente un segno d'amore lo stesso che ha una madre nell'accogliere alla vita,con fiera modestia,un figlio al momento della nascita per poi donarlo al mondo.
grazie ancora
silente,Amedeo