
Un timbro, il segno di un numero lasciato sul polso, bambini e adulti che non hanno più un nome, ma diventano cifre, è così che i ragazzi delle scuole medie “ E. Carano” e “ F. P. Losapio” e i bambini di 3ª e 4ª delle scuole elementari “Mazzini” e “San Filippo Neri” sono stati accolti al loro ingresso presso il teatro “Rossini”, martedì 24 gennaio, in occasione del primo spettacolo proposto per il matinée dei ragazzi.
Lo spettacolo intitolato “Voci di vento”, i bambini dell’olocausto, portato in scena dalla compagnia teatrale Arterà di Conversano ha visto protagoniste due figure femminili Annalisa Legato, attrice, e Chiara Liuzzi, attrice e cantante, che si alternano tra racconti e giochi evocati da oggetti che appartenevano alla vita quotidiana dei bambini e degli adulti internati nei campi di concentramento. Due musicisti, Adolfo La Volpe e Antonio Latela, le accompagnano con oud e percussioni nel loro viaggio.
La storia si divide in pro-memoria che nel corso della recitazione sono elencati: chi sono gli ebrei? E la guerra? Come si viveva nel campo e come si giocava? Come fare a sopravvivere? La rappresentazione, accompagnata da canti
sefarditi e dalla tradizione yiddish, interpretati dalla voce melodiosa di Chiara Liuzzi, nasce dalla voglia di far ascoltare le “voci di vento” di bambini e adulti vittime della shoah, per permettere ai più piccoli di conoscere questa cruda realtà e agli adulti di non dimenticare.
Bella la frase del pedagogista, scrittore polacco Janusz Korczak, ripresa durante la recitazione: “è faticoso frequentare i bambini, ma non perché bisogna mettersi al loro livello abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli, ma per il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti sulla punta dei piedi per non ferirli”.
Nel corso dello spettacolo è stato proiettato anche un video di una signora anziana, Alice, di 108 anni, sopravvissuta al campo di concentramento di Theresienstadt, che grazie all’ottimismo e alla sua passione per il pianoforte è riuscita a costruirsi un mondo parallelo, nel quale trovava rifugio e conforto alle atrocità e agli orrori che era costretta a subire e a vedere ogni giorno.
La rappresentazione teatrale, è stata proposta alle scuole in occasione della giornata della memoria che si celebra il 27 gennaio, perché in quella data le forze alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi.
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