
"La felicità è nella santità: vieni, vedi... e seguimi!".
Questo il messaggio racchiuso nella 14a edizione del Presepe vivente conclusasi il 29 dicembre, sempre più biblicamente “itinerante”, alla ricerca di una “location promessa” che possa stabilmente ospitare le future rassegne, consentendo agli organizzatori di studiare percorsi, varianti sul tema, nuove scene e soprattutto raccogliere le energie di tanti in un proposito ampiamente condiviso.
Pianificare di anno in anno un progetto che si arricchisca di contributi non solo parrocchiali e cresca, configurandosi come “appuntamento tradizionale” per l’intera città ed anche il circondario, è l’obiettivo cui puntare per il 2012.
Tanto l’entusiasmo riversato dai ragazzi e dai parrocchiani ancora una volta scesi in campo per presentare il loro lavoro e narrare l’avvento in “borghese” o in costume dopo essersi rimboccati le maniche per allestire scenari, montare panche, tavoli e arredi vari, necessari per ospitare le scene bibliche.
Tanta anche la fatica pre e post presepe, quella che non viene “colta” mentre si è in attesa di entrare rabbrividendo per il freddo, così come si stenta a comprendere che altrettanto gelide sono le mani giunte degli “angeli” bambini che accolgono il pubblico, e l’ansia di quei genitori che li sanno “al freddo e al gelo” e vorrebbero riscaldarli con tazze di cioccolata calda e un abbraccio.
Il percorso segnato da lumini e bracieri ardenti parte da lontano, è Abramo ad accogliere i presenti con il suo sacrificio di fede. Il tragitto prosegue nei secoli, giunge a Maria, all’annuncio della nascita di Gesù, ad Elisabetta in attesa di Giovanni, accarezzata
con tenerezza da una delle bimbe.
Il folclore affidato al chiassoso mercato, con i suoi venditori di stoffe, pelli, frutta e bestiame si conclude presso la grotta che ospita la natività. Non punto d’arrivo ma di partenza verso un altro viaggio nella vita adulta di Gesù, riscoperto attraverso parabole e momenti evangelici che danno senso al titolo di questa edizione, dalla lapidazione di Maddalena all’ultima cena.
Qualcosa, però, è mancato.
Non vi era quella condivisione interparrocchiale annunciata, erano presenti sporadici uomini, donne e ragazzi di “buona volontà” ma non la corale partecipazione percepibile in termini di “presenza” e di talenti donati alla comunità, partecipazione chiesta, attesa e forse sperata.
Nelle precedenti edizioni, sin dai tempi del centro storico, a macchia di leopardo nei vari presepi viventi si è vista una mobilitazione trasversale che ha coinvolto anche il mondo della scuola, presenti anche interessanti “novità”, dalla musica dal vivo o diffusa tramite altoparlanti, alle proiezioni di filmati, dalle cantine “prestate” per
ospitare mestieri e scaldare i figuranti tra cui un Gesù Bambino di pochi mesi, al gelido freddo di Monte Sannace, da ultimo la Distilleria Cassano distante, fumosa, a suo modo ospitale se non altro per una suddivisione più organica e ordinata degli spazi.
E’ importante sostenere queste iniziative anche logisticamente, e l’appello è rivolto a Parroci e istituzioni. E' importante incoraggiare gli organizzatori - ragazzi e catechisti pronti ad accettare consigli e critiche costruttive - e assicurare la partecipazione attiva almeno di una “task force” interparrocchiale per condividere non una “vetrina”, perché tale non è, ma momento
di intensa ed importante condivisione di valori in un luogo – sia esso antico e suggestivo che moderno, circondato da palazzi - ed un tempo, il Natale.
Ricreare le emozioni della nascita di Gesù è “catechismo” per tutti, adulti e piccini, rievoca bontà ed amore, allontana dalle tentazioni di un ormai dilagante consumismo e stimola riflessioni profonde sul senso della vita, avvicina e scalda al tepore della Fede.
E’ questo il messaggio di cui il “presepe vivente” si veste e che vuol diffondere tra le genti.
Scatti fotografici a cura di Mario Di Giuseppe, che ringraziamo, e della redazione GioiaNet.
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Commenti
!!!
La Redazione
benny, o se prefisci "incontenibile", oppure "furioso" ti chiediamo cortesemente di non continuare su questa linea con commenti che non hanno alcun senso se non lo sfottò puro e semplice nei confronti di altri commentatori che purtroppo sbagliano nel rispondervi a tono. Questo è l'ultimo commento che pubblicheremo, da entrambe le parti, che non sia rispondente ai contenuti dell'articolo in questione. Visto che sapete reciprocamente chi siete, perchè vi conoscete, e che avete degli evidenti problemi nel rapportarvi, riteniamo che queste diatribe le possiate continuare all'interno della/e vostra/e parrocchia/e. e..., se lo avete compreso, non avrete problemi nello scusarci per questa decisione. Un saluto a tutti.
Vorrei ricordarvi che tra quelli che collaboravano con voi per realizzare le scenografie c'ero anch'io, quindi penso di conoscervi abbastanza per poter dire che siete abbastanza insicuri di voi, come ha detto giustamente Alessia, spacconi, con la sindrome di Mignolo e Prof (smaniosi di conquistare il mondo, ma poi, nei fatti....).
Ma oltre a questo di voi ricordo perfettamente la laboriosità e l'impegno che ci mettevate nell'allestimento scenografico. Ora, mi chiedo: perché lo facevate? Per tornarconti personali oppure perché ci credevate veramente?
E non capisco questo accanimento astioso nei confronti di M&M, dato che alla fine collaboravamo tutti insieme per lo stesso fine e, stando a quel che ricordo, si respirava un'atmosfera allegra. Ma poi avete deciso di allontanarvi. Non so i motivi e di certo non voglio ficcanasare nella vostra interiorità (se non lo fate voi, figuratevi se posso farlo io!), ma di certo non potete prendervela con noi. Se poi cercate dei capri espiatori per le vostre sfuriate che, anziché liberarvi, vi riempiono di ulteriore rabbia... beh... fate pure.
La Redazione
Ragazzi, perchè non organizzate un incontro chiarificatore tra di voi, magari con la mediazione dei parroci? Chissà che non ne esca una unione fiù forte e duratura di oggi. Se le intenzioni sono le stesse, non dovreste avere problemi, oppure no?
1)Impara a scrivere in italiano;
2)Se sei davvero interessato a come deve essere gestito il presepe vivente affinché sia fatto nel migliore dei modi allora non accusare nessuno (le tue non sono critiche che possano servire a migliorarci) ma abbi il coraggio ed il buon senso di uscire allo scoperto senza nasconderti dietro ad inutili pseudonimi, così magari possiamo finirla con tutti questi batti becchi e parlare a tu per tu in modo da poter prendere decisioni per le prossime edizioni del presepe vivente tutti insieme, come una vera comunità;
3)Il nostro obbiettivo non è quello di surclassare le vecchie edizioni ma di proporne di nuove, magari riuscendo a creare una realtà inter parrocchiale (come stiamo cercando di fare negli ultimi 2 anni);
4)Inoltre nel caso non lo sapessi i vecchi organizzatori come Lucrezia e Augusto hanno deciso da soli di mettersi da parte per vari motivi tra cui quello di voler dare la possibilità ai giovani di fare la propria parte.
In conclusione chiedo sia a te che a vincent di uscire dai vostri nascondigli e di mostrarvi alla luce del sole perché io personalmente non accetto nessun tipo di critica da persone che hanno paura di firmarsi con i loro veri nomi e che utilizzano inutili nomignoli!!!
La Redazione
Il fatto stesso che vengano pubblicati anche i tuoi di commenti è segno di libertà, ciò non vuol dire che si possa scrivere tutto quello che ci pare e piace, e non sempre è necessario fare i nomi e cognomi per indirizzarli se tutti sanno chi ha organizzato i presepi di questi ultimi anni. Se sei così sicuro di te cosa ti costa mettere la tua firma ai commenti, cerca di assumerti la responsabilità di quello che affermi e scrivi e poi chiedi. In quanto all'italiano.....
Mi fa ridere anche la loro pavidità nel nascondersi dietro pseudonimi e poi si danno la zappa sui piedi da soli descrivendosi. Wow! Voi sì che siete furbi e dritti!
Allora, se tanto volete tornare allo splendore di un tempo, rifatevi avanti e rimboccatevi le maniche. Da parte nostra non c'è un muro, anche se prima di riprendere la collaborazione è bene mettere in chiaro alcune cose, ma in privato, perché ai lettori non interessa la nostra vita privata.
La Redazione
Su questo non c'è dubbio. Almeno si spera. O no?
Quest'ultimo punto è quello che più mi amareggia, perché si parla tanto di comunità cristiana, di ampio respiro, "un corpo solo e un'anima sola" e poi... arriva l'opportunità per mettere in pratica un oceano di parole estrapolate qua e là nella Bibbia e non la si "sfrutta".
Questo è quello che fa più male: vedere che ognuno rimane sempre e solo interessato a coltivare l'orticello della propria parrocchia di appartenenza, a non fare mai nulla per nulla e a pretendere poi la partecipazione delle altre parrocchie quando si propongono iniziative che partono dalla propria parrocchia di appartenenza.
Tutti questi motivi hanno portato, a mio parere, ad organizzare un presepe vivente "arrangiato", del quale nemmeno io sono soddisfatta.
Per quanto riguarda le lagne del "signor" Vincent e Finitela, rispondo semplicemente che le loro lagne non le considero nemmeno. Come si dice: "Lascio cuocere la gallina nel suo stesso brodo".
Sicuramente la finiremo... ma finiremo di arrangiarci nei prossimi anni, sapendo adesso con certezza il numero delle forze diponibili e pronte a dare una mano.
agli organizzatori che conosco benissimo vorrei soltanto dire lasciate perdere i commenti che scrivono tutti quelli dei quali non si conosce ne nome ne cognome.