La Terza Edizione della Festa Federiciana si è conclusa intorno alle 23.30 del 24 luglio con il combattimento dei cavalieri nella corte del Castello, al cospetto di nobili, re, regina e di un folto pubblico di curiosi.
Tanta l’attesa, a volte prolungata oltre il dovuto, ma di certo non mancavano le distrazioni. Chi gufava contro, pensando a una edizione sotto tono e per di più “bagnata”, non sarà affatto soddisfatto.
La Festa Federiciana non solo è “riuscita” ma è anche piaciuta ai “forestieri”, venuti in gran numero attratti non solo dalla pubblicità fatta a tambur battente su siti e giornali, ma anche dal servizio Rai che ha informato i meno tecnologici in tempo reale.
Un plauso all’Associazione Petali di Pietra, per aver lavorato con impegno e spirito di iniziativa, senza arrendersi di fronte alle difficoltà che non sono mancate.
Non osiamo immaginare a cosa sarebbero bastati i 1.500,00 euro stanziati dal Comune, a fronte dei 3.000,00 inizialmente promessi dal sindaco, senza ulteriori contributi rivenienti da altri enti e dagli sponsor. Forse avrebbero coperto giusto il costo degli sbandieratori (bravi davvero!).
“Di lavorare si è lavorato – afferma la mamma di una “petalina” – si è venduto tanto e questo conferma che se l’iniziativa attrae, l’indotto se ne avvantaggia.”
In particolare – aggiungeremmo - bed & breakfast, bar, ristoranti e pizzerie.
In realtà si è visto vendere di tutto e di più, oggetti in legno, terracotta (simpatici i sexy fischietti) cuoio e ferro, qualcosina non era in “tema” - è il caso di bijoux, modernariato e calamite - ma ci poteva stare.
Alla grande gli stand gastronomici, crostate, conserve, porchetta, arrosto, vino, mozzarelle e panini, originali le manifatture artigianali, fiori e orecchini di stoffa, porta oggetti lavorati all’uncinetto ed altro ancora.
Sempre ad “effetto” il gruppo dei falconieri, con falchetti quest’anno davvero agguerriti. Uno di essi dopo essersi appostato su un balcone ha preso di mira un povero piccione e gli è piombato addosso tra il disappunto dei presenti (e del piccione a rischio di infarto tra tanti “predatori”).
Gufi e barbagianni si sono esibiti da attori consumati, pronti a farsi fotografare come se da una vita posassero su Vogue.
Ottimi anche i saltimbanchi su trampoli e non, i giocolieri, i prestigiatori, gli arcieri, i giullari le “racconta – favole”.
La partecipazione attiva dei piccini è stato il valore aggiunto di questa edizione.
Vestiti da aedi, damine e cavalieri hanno sfilato in corteo i piccini dell’ultimo anno di scuola materna, accompagnati dalle maestre, tra cui Maria Teresa Surico e dai genitori.
Altri piccoli visitatori hanno ascoltato con stupore i racconti di “donna Milena”, seduti su tappeti per terra in Pazza Livia, quindi hanno composto dei puzzle per raccontare la storia. I più bravi hanno vinto “un giro di giochi” gratuiti, quindi tutti insieme in fila, insieme ad altri piccoli, zufolanti musicisti, sotto l’incantesimo delle melodie del flauto di Ilaria Stoppini, proprio come i topini del pifferaio magico.
I “petalini” e la loro presidente Elvira Pedone con indosso tuniche francescane e bisacce da pellegrini erano praticamente ovunque, pattugliavano i rioni pronti a dare una mano, risolvere un problema, ascoltare suggerimenti, incontrati anche più volte da tutti, tranne che da chi… li cercava disperatamente!
Ha stupito la “cordata” di solidarietà scesa a dar man forte all’associazione! Amici, conoscenti, familiari persino liberi professionisti e dipendenti comunali.
Elegantissime in splendidi abiti da corte Milena Capodiferro, Cinzia Losito, Giovanna Lavarra e Annamaria Longo, semplice ed elegante Lidia Stasi nella sua tunica di lino, coreografica Rosa Afferri nelle vesti di gitana
chiromante. Molto attivo il gruppo dei giovani della Chiesa madre, impegnato nei giochi medioevali. Ad aprir le danze Angelica Mastromarino alla chitarra con Marica Girardi nelle vesti di colorato giullare e Maurizio Giordano alle “ceste” da basket medioevali. A turno i ragazzi invitavano piccoli e grandi al gioco dello schiaccianoci, al tiro a segno con i barattoli, alla palla di stoffa tra due assi, alla moneta vagante nel percorso tracciato dai chiodi. Meno visibili, rispetto allo scorso anno gli strumenti usati dalla Santa Inquisizione, talmente “orridi” da scatenare incubi. In un angolo Teresa Guido disegnava caricature ai passanti, Mario Vacca ha esposto i suoi splendidi “petali di pietra”, in mostra anche Antonella Lozito, Cuber, Gino Donvito
ed altri ancora. Tra gli spettacoli più ammirati, quello con le spade e le ali infuocate, il tiro con l’arco (mitici e sempre pronti a fare “centro” Silvana Mastromarino e Enzo Vasco) e la sempre più sensuale danza del ventre, davvero brave e belle le danzatrici di Casamassima. Bravi anche se non proprio intonatissimi e sincronizzati i suonatori di tromba e i figuranti, in particolare il guerriero con l’elmo decorato da corna a scacchi che ha riscosso il rispetto dei bambini, intimoriti dalla sua imponenza. Dame e cavalieri, re e regina, contadini e pastorelli, grandi e piccini hanno percorso le vie del borgo al suono di tamburi e trombe.
Molto nella parte anche l’asceta, pronto a dispensare “tocchi” taumaturgici tra i malati.
Si conclude così, nella condivisione di un evento “storico” che si è rivelato una vera “impresa”, la terza edizione della Festa Federiciana organizzata in tempi da guinness da Petali di Pietra,
Resta solo da augurarsi e soprattutto augurare ai soci che si pianifichi sin da oggi la quarta edizione, in modo da non sottoporre a lunghe e logoranti attese gli organizzatori, permettendo, tra l’altro, di curare con serenità ed entusiasmo i dettagli… ad esempio proponendo lenti a contatto ai figuranti, togliendo bottiglie, bicchieri e piatti di plastica dai tavoli, coprendo di teli le panchine scarabocchiate da writers locali ed “esigendo” manufatti meno futuristici, magari creati tramite laboratori da avviare con gli studenti o i disabili.
Si potrebbe ideare con gli istituti una serie di laboratori per produrre manufatti da esporre, utilizzare e magari vendere, ad esempio un laboratorio orafo per la lavorazione di gioielli e monete in rame lavorato a sbalzo, uno di lavorazione di argilla per creare orci, bicchieri e pignatte, di borse e cinture cucite a mano in stoffa, lana e cuoio, di libri in carta “pergamena” (carta riciclata) decorati a mano, di musica con strumenti costruiti dai bambini o affini all’epoca (flauto dolce, liuti, chitarre, ghironde…), e su queste musiche impostare canti, danze e recitazioni. Ed ancora proporre agli artisti locali mostre tematiche con tecniche in uso all’epoca o “rigorosamente” a soggetto medioevale ed alle compagnie teatrali performance su “menestrelli” e cantastorie, incluse scenografie, come fatto da Filippo Cazzolla a Uèffilo.
Potrebbe rivelarsi anche vincente il connubio con le associazioni musicali, artistiche, teatrali, persino sportive (lo sport nel Medioevo non è un tema intrigante?), con l’U.T.E., coinvolgendo gli adulti già impegnati in laboratori di ricamo, tombolo e decoupage nel progetto, o gli ospiti della Comunità Fratello Sole, per un laboratorio di falegnameria finalizzato a creare panche, tavoli, arredi d’epoca, ed ancora invitare i nostri stilisti gioiesi (Rossana Prisciantelli, Pietro Paradiso e altri) a disegnare e realizzare costumi d’epoca, pensando anche ad un concorso “allargato” alle altre città federiciane.
Ognuno di questi laboratori necessita di ricerche, studio
ed approfondimento per essere realizzato, rendendo indispensabile quell’approccio culturale che dà ossatura, sostegno e anima al progetto stesso, e con partner dello spessore del Centro di Studi Normanno Svevi l’obiettivo è realizzabile.
Puntare sul coinvolgimento della comunità, renderla “protagonista” e non solo spettatrice dell’iniziativa e perché no? esportare la nostra Festa in un percorso federiciano, potrebbe rivelarsi una preziosa occasione di confronto e di crescita, un leitmotiv su cui far convergere più energie e sinergie, senza dover vivere patemi in attesa di ordinanze sindacali che vietino tavoli e sedie (anch’essi in plastica) “all’ombra del castello”.
Ringraziamo Mario Di Giuseppe per il consueto, puntuale e artistico contributo fotografico.
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Commenti
Rispondo anche a chi crede (quasi come un ritornello ripetuto ogni anno) che questi ragazzi siano dei semplici "scommetitori al buio". Bene, vi garantisco che lo studio che è stato fatto sin dalla prima edizione, va ben oltre le feste medievali di Umbria e Toscana. Purtroppo (ed una di queste notizie gliel'ho fornita io in prima persona), per organizzare feste di quel tipo ci vogliono cifre che rasentano i 50mila euro. Ma voi sapete che se non ci fossimo stati noi che abbiamo finanziato, anche se in minima parte, la Festa Federiciana non si sarebbe fatta quest'anno? Vi sfido ad organizzare qualcosa con 1500 euro (cifra già inferiore a quella richiesta dai soli armigeri).
Infine, credo che ogni suggerimento sia da ritenersi utile e valido solo se ci si prodiga a ché questo possa trovare fattibilità nella realtà. Ah un'ultima cosa per Valentino: dov'eri mercoledì 20 luglio? Sai c'era il convegno sul cinema nel medioevo!
Forza ragazzi, godetevi il meritato successo!!!
Non mi firmo per ovvi motivi (se avete notato sono uno degli sponsor della Festa Federiciana).
Ho cercato di aiutare in ogni modo questi ragazzi e sapete perchè? Vi direi perchè nelle due edizioni precedenti (ed in questa ancor di più) ho riscontrato un notevole aumento dei miei guadagni nelle giornate della Festa Federiciana (molti apprezzerebbero di più questa risposta). Ma il vero motivo è che questa festa mi piace davvero ed è piaciuta tantissimo anche ai miei clienti.
Inoltre, l'associazione che ha organizzato il tutto ha un riconoscimento quasi da dipendenza nei confronti degli sponsor che la sostengono e continua a far loro pubblicità anche a manifestazione conclusa (potete immaginare quale soddisfazione possa esserci per tutti noi).
Le bancarelle di san filippo? sì è vero, ma ero presente io quando i bancarellisti avevano garantito che avrebbero portato solo roba di antiquariato (brocche, vasi, attrezzi, ecc.) e di artigianato locale, quindi cosa fare quando a giochi fatti ci si ritrova con peluche e radio poco attinenti? Ovviamente l'unico consiglio è quello di farsi inviare delle foto degli oggetti da esporre. Ancor meglio sarebbe se al posto di criticare in maniera non costruttiva, ci si adoperasse a ché il prossimo anno fosse presente anche una vostra bancarella con artigianato "davvero" locale! Ad esempio, come mai l'UTE che viene richiamata nell'articolo, non ha risposto all'appello? Come mai altri artigiani locali si son dati alla macchia? Da che ne sappia l'invito è sempre rivolto a tutti.
Altra cosa che noto nell'ultimo commento di valentina. Questi ragazzi hanno avuto mal di pancia ed ansie fino all'ultimo istante, quello conclusivo...e forse continuano ad averne. Sapete perchè? Autorizzazioni arrivate il giorno prima dell'evento (e sulle quali nessuno sapeva nulla), siae, controlli sanitari, amministrazione, burocrazia, finanziamenti, soldi che mancano, ecc. Voi direte che sono dopotutto problemi all'ordine del giorno, beh provate ad affrontarli nel bel mezzo di un'organizzazione, quando tutto è stato pubblicizzato e quando ormai le carte sono in tavola, con pochi giorni dall'evento... Non credo ci riuscireste! Loro sono stati grandiosi e nonostante qualche imprecazione sono riusciti sempre a mantenere la serenità, la forza di andare fino in fondo e il sorriso sulle labbra.
Ho notato gli organizzatori, presidente compresa (a cui rivolgo un personale ringraziamento), stremati, e questo non serve a premere sulla vostra pietà (anche perchè credo non vi interessi) ma solo a farvi comprendere che come dice Marica, la reale soddisfazione non è nei soldi (gli organizzatori e le altre associazioni sono gli unici che non intascano mai nulla!)
Ed io eviterò di rispondere col mio solito commento pieno di complimenti...semplicemente perchè so che i petalini si staran facendo delle grasse risate leggendovi. Cifre più che raddoppiate rispetto allo scorso anno!!!!! si parla di quasi ventimila visitatori registrati. aahhaha rido e gongolo insieme a loro
Roberto T. Pres. Associazione Culturale L'INCONTRO ONLUS - Acquaviva delle Fonti
organizzatori di fare un giro per l'Italia
nei posti dove da anni(e con successo)si
svolgono cortei,rievocazioni,palio e giostre.
In umbria e toscana c'è da rimanere a bocca
aperta per quanto sono splendide:quella di
Gioia al confronto è una piccola sagra paesana
improvvisata:
MA CHI SIETE?
bhuuuu
bancarelle:no alle solite ke notiamo a S.filippo, le crostate, i dolci, no in teglie di domopak, vasetti di marmellate, in barattoli dei pomodiri x salsa, insomma 1 ke curi tante piccole cose. comunque.... brave ! arrivederci al 2012|!
Gioia ere piena di "Stranieri"???!!!
ma chi li visti?
A chi si annoia consiglio di farsi un giro nei dintorni...Con la crisi altro che feste!
Una rievocazione o è "storica" oppure è una mera "sagra" di passeggiate in costume.
Cosa bisognerebbe fare:
1)nessuna rievocazione storica perchè non abbiamo elementi neanche di "tradizione" riguardo la vita federiciana nel castello di Gioia;
2)convegni di Studi per approfondire la Storia del Castello fina alla nefandezza dell'abbattimento delle due torri ;
3)utilizzo del castello per manifestazioni culturali con tematiche vere storiche federiciane in Puglia e nel Meridione.
in bocca al lupo per l'anno prossimo!!