Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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APPLAUSI PER “SOGNANDO IL PALCOSCENICO” -foto-

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sognando-sindacoMusica, comicità e risate mescolati in un cocktail di gusto per gli spettatori di “Sognando il Palcoscenico”, tenutosi il 22 luglio in Piazza Luca D’Andrano. Lo spettacolo è stato preceduto da un intervento del Sindaco Longo, che ha voluto sottolineare il suo impegno costante a favore della crescita delle associazioni teatrali gioiesi. Il primo cittadino ha esaltato, inoltre, la bellezza della neo-restaurata Piazza D’Andrano, che si è rivelata sito ideale per i più recenti incontri culturali.

Sognando il Palcoscenico” propone, con la regia di Filippo Masi, la rivisitazione di sketch tratti da alcuni fra i più noti testi teatrali, da Totò a Eduardo De Filippo a Shakespeare, alternandsognando-masi-registao la recitazione di Filippo Masi, Lyuba Centrone e Giuseppe Di Cagno a brevi esibizioni musicali della band formata da Tommaso Lillo, Giuseppe Lillo e Napoleone Pavone.

“Sognare è importante”, sostiene Lyuba introducendo lo spettacolo, “e il teatro realizza il sogno”. Recitare, infatti, vuol dire oltrepassare le soglie della realtà per immergersi nella dimensione onirica del personagsognando-il-palcoscenicogio che si interpreta. Degna di lode la performance dei tre attori, che sembrano rivestire con facilità i panni dei loro personaggi, portando a rivivere veri e propri “maestri” del teatro.

Sul palco sembrano quindi materializzarsi il tormentato Amleto shakespeariano, l’insuperabile Totò, con il suo linguaggio esilarante e i suoi modi buffi, e alcuni fra i più noti personaggi di Eduardo De Filippo, che Masi definisce “un uomo di teatro, un simbolo, che scrive sulla verità della vita”.

Notevole la riproposizione della prima scena dell’opera di Eduardo più rappresentata nel mondo, “Filumena Marturano”. Di sicuro isognando-attorimpatto emotivo anche l’interpretazione della forse più conosciuta poesia di Totò, “A livella”, con la quale i tre attori chiudono lo spettacolo, intrecciando le voci nella parte conclusiva, in cui emerge la consapevolezza della “serietà” della morte, capace di livellare anche le differenze fra un nobile marchese e un povero netturbino.

Gli applausi spontanei e convinti del numeroso pubblico sono stati prova della professionalità e della bravura dei tre attori, che con la loro esibizione, alternata ai momenti musicali della band, hanno regalato al pubblico una serata di svago e, al contempo, un’occasione per far risorgere i “mostri sacri” della cultura teatrale.

Commenti 

 
#18 Vito Osvaldo 2011-07-30 00:05
Credo che le definizioni debbano precedere le precisazioni, ben collocate nelle premesse, affinché i chiarimenti possano a buona ragione definirsi tali. Tuttavia se l’equivoco persiste, una definizione a posteriori è pur sempre una buona cosa. Le definizioni in questione che – spero – possano aiutare nell’enucleazione dei concetti espressi nel post #7 sono quelle che riguardano le a) ‘Filodrammatiche’ propriamente dette; b) i gruppi teatrali sul modello ‘Strapaese’.
Generalmente confuse tanto da essere interscambiabili nell’opinione dei più (persino in questo thread!), nel gran calderone della cosiddetta cultura locale alcune Amministrazioni locali - compresa quella gioiese - rimescolano di tutto di più, probabilmente proprio per ignoranza delle definizioni, per imperizia e negligenza generica. Di dolo o colpa grave non posso parlare, tutt’al più parlerei – se proprio dovessi - più di antipatie personali di singoli individui che di contrapposizioni di weltanshauung (per il semplice fatto che codesta spett.le cultural-amministrazione una weltanshauung non ce l’ha). Ma torniamo alle definizioni. Tra le a) ed una Compagnia professionistica non v’è una reale differenza: hanno la medesima struttura funzionale, la stessa tensione a produzioni di qualità, carriere e ruoli definiti, curricula, processi formativi il più possibile completi e specializzati; entrambe si dedicano a un appassionato lavoro di ricerca e di sperimentazione; ed entrambe tendono a far circolare, in tournée, i propri lavori. Assumono aspetti diversi solo per le finalità renumerative: mentre la a) non mira al profitto, perché i componenti della stessa hanno già altre attività che assicurano loro il sostentamento, le Compagnie professionistiche vivono dei soli proventi derivanti dall’attività teatrale. Gli allestimenti della a) possono essere molto complessi e costosi, tecnologicamente avanzati e spesso affiancati da service esterni audio, video e luci.
Ben differente è il gruppo teatrale sul modello Strapaese (b): a cominciare dall’organizzazione interna, molto più fluida ed accomodante, passando per i repertori poco inclini alla innovazione, spesso recitati con più o meno perizia, in cui vengono riproposti motivi popolari, folklorici, dialettali o classici o, più generalmente, pièce molto note al largo pubblico in cui l’elemento caratterizzante è la “bravura” dell’attore capace di riprodurre un simulacro dell’effetto di grandi interpreti. La regia è aleatoria e spesso approssimativa, generalmente finalizzata alla mera correzione di grossolani errori da parte degli attori dilettanti. Creatività ed inventiva, ricerca ed innovazione non sono elementi caratterizzanti. Anche le figure dello scenografo e del disegnatore luci, quando ci sono, generalmente si occupano di manovalanza, portando in scena tavoli o sedie il primo, o svolgendo mansioni di elettricista il secondo. Il b) opera con assoluta preponderanza nel territorio, ovvero nella propria città o nel proprio paesello, non essendo gran che interessati alla vita di tournée. Vivono di autotassazione, come le a) ma anche delle elargizioni della propria municipalità a cui è legata dal vincolo di appartenenza territoriale. Le richieste tecniche per gli spettacoli delle b) sono estremamente modeste e facilmente approntabili in poco tempo e con pochissima spesa. Alla luce di queste due definizioni ecco perché se posso “indignarmi” come cittadino per certi atteggiamenti della Amm.ne, come filodrammatico propendo per l’autodeterminazione libera dei comportamenti e delle scelte operate dagli Organi Municipali Competenti. Se l’Amm.ne ritiene di usufruire dei miei servigi drammaturgici, chieda e dia, così sarà esaudito. Se no, chissenefrega. Gli “Strapaesani” loro sì che devono indignarsi se vien loro sottratto spazio e risorse, perché hanno poco altro o nulla del tutto.
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#17 valentino 2011-07-27 17:12
#13 Vito Osvaldo-
Bravooooo!!!!
Ciao.
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#16 Marzia Mirizzi 2011-07-27 15:14
@ Vito Osvaldo: Gentilissimo Vito, mille grazie per gli auguri. Il mio era un intervento "a scanso di equivoci", nel dubbio che il post #4 fosse rivolto a me, per un'inesattezza riportata. Se inesattezza c'è, invece, non scaturisce direttamente dalla mia "penna", che riporta semplicemente quanto detto da chi parla...ma penso che questo Lei lo sappia già. Giustissime, quindi, le Sue precisazioni, come quelle di Augusto Angelillo; completano e "correggono" l'articolo. Ripeto, sono intervenuta "a scanso di equivoci", null'altro. Non si sa mai! :)
Ancora buon lavoro.
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#15 franco gisotti 2011-07-27 08:18
Le precisazioni e le spiegazioni sono necessarie. In seguito allo spettacolo in piazza definito da Augusto spettacolino la redazione di gioianet ha pubblicato un articolo che ne parlava in termini entusiastici per il "successo" e il gradimento del pubblico che ha spontaneamente applaudito. Nello stesso articolo introduttivo si cita l'intervento del sindaco in cui viene detto che costantemente egli opera per la crescita delle filodrammatiche gioiesi. Su questo punto sono intervenuti Augusto Angelillo e Vito Osvaldo. Potevano non farlo, ma l'hanno fatto. E se lo hanno fatto è perchè volevano che passasse un messaggio. Quel che ci hanno fatto capire, a noi lettori di gioianet, il messaggio che hanno lanciato è stato più o meno questo: "Attenzione, non tutte le filodrammatiche sono seguite costantemente come afferma il sindaco, alcune si e altre no, anzi, noi due, che pure abbiamo qualche titolo in più delle altre, non abbiamo ricevuto neanche un invito. Siamo stati discriminati. E per questo siamo indignati".
Vedete, quella indignazione, che ora viene occultata, trapela proprio da quelli interventi. Indignazione più che giustificata sia dalle bugie dette sul palco al pubblico presente, sia per un altrettanto giusto risentimento degli operatori che hanno puntualmente dimostrato quelle bugie con gli inviti non ricevuti e con una sommaria descrizione della loro attività in Gioia e fuori Gioia.
Mi sono inserito nei commenti con una proposta nel post #6 perchè come tanti altri credo che la politica culturale di questa amministrazione (ma anche quelle di altre nel passato) spesso inciampi in un grave equivoco, che è quello di aiutare, assistere chi si appresta ad avere una ribalta, chi crede di poterlo fare, chi ha piacere di farlo. Praticamente chiunque. I risultati sono che si creano da una parte una corte di elemosinanti momentanei che ricevono la loro parte di sostegno pubblico e dall'altra chi viene discriminato e cammina con le proprie gambe. La differenza sta nel fatto, leggo negli interventi precedenti, che tra i primi spesso si cade nel disgusto, nei secondi, invece, il tasso di qualità e di impegno è alto. Bene, laicamente e senza andare in un senso più che verso l'altro, osservo che l'amministrazione nelle sue scelte culturali può e deve fare ciò che crede risponda meglio alle sue strategie, ne è legittimata. Ma chi la politica culturale la vive quotidianamente ha il diritto di avere un suo spazio, e se questo diritto è negato è legittimato a indignarsi. E indignarsi vuol dire anche reagire. La mia era una proposta ma potrebbero arrivarne altre, anche dagli operatori stessi, affinchè, e rispondo indirettamente ad Augusto Angelillo, i futuri amministratori che gestiranno anche la politica culturale di questo paese possano vedere e scegliere in un panorama più ampio dove e a chi destinare la loro attenzione. Io non credo che il denaro pubblico debba andare a chiunque, ma ai meritevoli che hanno saputo costruire nel tempo.
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#14 Vito Osvaldo 2011-07-27 02:04
@ marzia mirizzi # 10. Cara Marzia, l’articolo era perfetto, e colgo l’occasione per aggiungere i miei autentici e sinceri auguri di una carriera che possa condurti alla fama e a testate importanti. Sapevo che non ti sarebbe sfuggito il post #4 e, se hai un minuto, proviamo però a rileggerlo insieme, questa volta non alla lettera, ma fra le righe. Vedrai che tutto sarà più chiaro ;) Ciao! Osv_
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#13 Vito Osvaldo 2011-07-27 01:50
@ valentino #8 ;) Ecco la ricetta: prendi un po’ di italiano ad alta gradazione ben invecchiato con un po’ di classicismo greco; aggiungi qualche goccia di latino; un pizzico o due di riferimenti storici e/o parole straniere; mi raccomando con i neologismi il meno possibile, se proprio devi, uno al massimo; almeno un anacoluto, due metonimie ed una catacresi, traslati a volontà, metafore abbondanti, guarnire le principali con due o più incidentali e mai più di tre subordinate consecutive; mi raccomando la consecutio temporum agitata, non mescolata; guarnire con un velo più di umorismo che di ironia (ma mai sarcasmo!). Ecco, Valentino, un cocco x te :) Ciao! Osv_
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#12 augusto angelillo 2011-07-26 18:04
Scusate, volevo anche dire che ho visto lo spettacolino del 22 giugno in piazza Luca D'Andrano e devo dire che è stato godibilissimo, voglio fare un plauso veramente di cuore a Lyuba CENTRONE, sempre più matura come attrice, e alla sorpresa (non me l'aspettavo) DI CAGNO, veramente bravi.
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#11 augusto angelillo 2011-07-26 17:59
Lamianon voleva assolutamente essereuna olemica fi ne a se stessa.Concordo con chi ha detto che le filodrammatiche devono darsi da fare,per dimostrare (non ho capito a chi però)il loro valore.
Vedete cari amici,le filodrammatiche in realtà continuano a darsi da fare,forse non tutti pongono attenzione a questo.Il fatto che il sottoscritto siastato eletto presidente regionale di una associazione teatrale di prestigio come la UILT vorrà pure dire qualcosa, che io sia andato in scena regolarmente (non al Rossini) senza voler emigrare per il rispetto che ho di questa città e dei suoi abitanti, vorrà pure dire qualcosa, che Vito Osvaldo sia stato per un anno il Direttore Centro Studi della UILT Puglia e abbia vinto il premio regia regionale classificandosi terzo a livello nazionale vorrà pure dire qualcosa.
Vedete cari amici, noi delle filodrammatiche non amiamo lavorare a botta di proclami, questo lo lasciamo fare ad altri, noi siamo cose serie.
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#10 Marzia Mirizzi 2011-07-26 16:59
In riferimento al commento n. 4 di Vito Osvaldo, ci tenevo a precisare che l’articolo riporta semplicemente quanto asserito dal Sindaco nella sua introduzione allo spettacolo, in cui ha voluto sottolineare, appunto, il suo impegno costante, cioè che si è dispiegato lungo l’arco dei suoi tre anni di primo cittadino, a favore della crescita delle filodrammatiche gioiesi. Questo a detta del Sindaco, che ha ribadito, concludendo, “vogliamo far crescere le associazioni teatrali gioiesi”, nominando proprio quella di Augusto Angelillo. A me il compito di riportare quanto sentito/visto durante l’evento, a voi il diritto, assolutamente lecito, di obiettare.
In bocca al lupo a tutte le filodrammatiche gioiesi e buon lavoro!
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#9 maria-rammaricata 2011-07-26 16:08
Ma insomma, invece di parlare, tutti i superbravi registri di gioia, perkè nn si mettono insieme e fanno vedere a questa amministrazione il loro valore, la loro esperienza, la loro capacità, il loro carisma!!!!! Agite, nn parlate, dato uno schiaffo morale a ki vi deprezza!!!!!!
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#8 valentino 2011-07-26 15:48
Osvaldo ... ma come parli????
non ho capito niente !!!!
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#7 Vito Osvaldo 2011-07-26 13:28
Alcune precisazioni, giusto per sgombrar l’aere da equivoci, fumiganti e malintesi. In primis: che io sia o non sia nel carnet degli spettacoli graditi ai MinCulPop di ogni ordine e grado me ne cale meno di una iota. In secundis: dover dimostrare l’impegno, la capacità e lo spessore di quelli che qualcuno ha definito “vuoti a perdere” è ridicolo, infatti posto che “l’intellighenzia” (?) locale già non lo sappia, è sufficiente una ‘googleata’ per rendersi conto di quali platee (e palchi) le nostre filodrammatiche hanno accesso: un esempio che vale per tutti, il “Gustavo Modena” di Genova (e scusate se è poco) dove ho diretto ‘Sogno di una Notte di Mezza Estate” in lingua originale. Oppure la partecipazione a festival di regia internazionali, con piazzamenti tutt’altro che trascurabili ( al 3° posto su scala nazionale ) e potrei continuare. Tertium: indignato? Io? E perché? Piuttosto sorpreso. Sì, sorpreso dalla miopia di questa - ma anche di altre - cultural-amministrazioni. Le filodrammatiche sono dei nomadi, girano, e andando portano con sé arte, idee, tecniche, cultura. Esse sono una risorsa preziosa per il territorio da cui provengono, perché ne sono gli ambasciatori naturali. E dunque potenziali veicoli (diretti o indiretti) di pubblicità per il territorio stesso, soprattutto come propaganda culturale, poi con ricadute turistiche, stimolando la curiosità di gente sempre nuova, vicina e lontana. Migliorare la qualità con “impegno costante”, significa fornire alle filodrammatiche tutti i mezzi (materiali ed immateriali) per esprimere al meglio le caratteristiche di ambasciatori. Non certo un piazzato fisso e due microfoni in piazza D’Andrano. Miopia, qual è il tuo nome nelle armate di Armageddon ?
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#6 franco gisotti 2011-07-26 08:10
Avete tutti ragione. E ragioni da vendere. Ma....sono mesi se non anni che si inseguono e non giungono ad un traguardo. C'è un intervento che ha catturato la mia attenzione. Gli indignati non salgono sul palco della Pubblica Amministrazione. Bene, allora da indignati, se così è, perchè non porsi al pubblico come alternativa alla corte dei non indignati? Foss'anche "una tantum" ad agosto (o settembre), chiedere l'occupazione di suolo pubblico in una data in cui non è previsto altro a Piazza Luca D'Andrano o altrove e fare spettacolo, e dire che ci siete, che lavorate, che aggregate, che non ricevete sovvenzioni ma che sapete fare. Fare, creare, acculturare, divertire, emozionare.
Ci stanno dando vuoti a perdere con la scusa che non ci sono denari. Allora meglio non darli quei vuoti. A Gioia come altrove quando c'è qualcosa che prevede anche ristorazione e vino funziona tutto. Ma sapete bene, voi operatori del settore, che non è quello il metro per valutare la crescita - anche culturale - di un paese come Gioia.
Fateci e fatevi un regalo, organizzate una serata in cui riconoscerci, noi indignati.
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#5 Bello 2011-07-25 21:20
Osvaldo, Augusto... non avete davvero capito? Il sindaco e i suoi fidi consiglieri (Marvulli e Romano) aiutano e premiano chi si inchina, non chi si indigna!Vi hanno esiliato dalle scene istituzionali!Scommettiamo che non vi verrà proposto un bel niente neanche per l'agosto in Distilleria? Ancora non si sa niente ma mi sa che pure quest'anno ci tocca cabaret, banda e passerelle e qualche lacchè negli stand per elemosinare un po' di visibilità!Il vero teatro lo fanno loro! Scritturateli per "Uno, nessuno e centomila" politicanti da strapazzo:))
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#4 Vito Osvaldo 2011-07-25 20:47
"Lo spettacolo è stato preceduto da un intervento del Sindaco Longo, che ha voluto sottolineare il suo impegno costante a favore della crescita delle associazioni teatrali gioiesi." Così leggo nell'articolo, ma ignoro di quali filodrammatiche gioiesi si tratti. "Impegno costante" ... uhm... un così ammirevole sforzo per il teatro filodrammatico locale dovrebbe aver lasciato qualche traccia da qualche parte. Forse a me e ad altri registi (Augusto Angelillo) sarà proprio sfuggito... Magari qualcuno può illuminarci?
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#3 RICCARDO/ pittore 2011-07-25 18:35
la sfilata federiciana, nn mi e' piaciuta! Vestiti arrangiati, poi i bambini ????? mah!!!una carnevalata. Comunque, bravi per la buona volota'. Ma le cose o le si fanno bene, o meglio nn farle (anke l'occhio vuole la sua parte) nn vi pare??????
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#2 valentino 2011-07-25 18:01
R bravo a Filippo Masi:ti sei prestato per la ennesima passerella del Sindaco!
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#1 augusto angelillo 2011-07-25 00:10
Io sono arrivato in ritardo allo spettacolo e ho saltato l'introduzione del sindaco che mi hanno detto molto passionale e che ha annunciato che c'è stato un incontro con le filodrammatiche gioiesi per programmare qualcosa che riguarda la prossima stagione teatrale, ebbene forse l'invito a quell'incontro del sottoscritto e di un altro regista (Vito Osvaldo) si sono smarriti, calcolando che il sottoscritto ha chiesto un incontro con l'assessore ad interim della cultura (lo stesso sindaco) dall'aprile del 2010 e che a tutt'oggi non ha ricevuto alcuna risposta, probabilmente anche l'appunto dove era segnato il mio nome per l'appuntamento si è smarrito.
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