Il 28 luglio 1861 è stato il giorno in cui Gioia del Colle è divenuta teatro di una delle battaglie più cruenti della storia del brigantaggio, di cu
i protagonista è stato il Sergente Romano.
Quello stesso giorno di 150 anni dopo, a partire dalle ore 20.00, Gioia rivivrà quei momenti e molto altro ne “La notte del brigante”. Una vera e propria ricostruzione storica della vita e delle azioni del Sergente Romano, il tutto visto e riletto in chiave moderna. Teatro di questa rivisitazione storica alcuni dei luoghi più suggestivi e rappresentativi del borgo antico, come via Paolo Losito, Largo Scarpetta, Piazza Livia, via R. Siniscalco, il piazzale della Chiesa Madre.
Il tutto corredato da stand, bancarelle, degustazione di prodotti tipici enogastronomici, teatrino di burattini per i più piccoli, musica dal vivo, 14 stazioni del Brigante e molto altro ancora da scoprire partecipando.
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Commenti
Siamo proprio arrivati alla frutta per appassionarci ai briganti del secolo scorso;
io approfondirei il moderno Brigantaggio della Casta che toglie ai poveri per dare a se ... stessi!!!
Un saluto a tutti.
Grazie
Personalmente, sono d’accordo con Gisotti quando scrive che “la Storia ha disegnato per noi un percorso e noi quel percorso lo abbiamo accettato”. Tuttavia il tempo trascorso (150 anni) è ormai sufficientemente lungo per consentire una serena rilettura critica dei fatti dell’epoca anche da parte dei “vincitori”, senza alcun timore di deriva da revanscismo, assolutamente impensabile ed anacronistico, dei “duosiciliani” nostalgici. Quando Laricchia parla di “favolette ben confezionate e propinate a chi non si interessa ai documenti”, forse dice qualcosa di vero. Un’Italia che ha compiuto i 150 anni è uno Stato “maturo”, ma proprio grazie a questa maturità può, e deve, permettersi una lettura critica della sua genesi, aperta anche ad ammissioni di colpa che possano restituire dignità ai “vinti”, del cui DNA tutti noi che stiamo intervenendo in questa discussione siamo contaminati.
La storia che ci hanno propinato a scuola qualche decennio addietro (io sono grosso modo coetaneo di Gisotti) è stata scritta dai vincitori, gli stessi che hanno considerato i “briganti” una specie di razza sub-umana, geneticamente predisposta alla delinquenza, supportando queste affermazioni con dissertazioni “(pseudo)scientifiche” e negando anche “la dignità di sepoltura”. Questo è ciò che dicono i “documenti” di Laricchia, anche se non posso escludere che questa versione alternativa non sia sufficientemente oggettiva.
Ho ancora bisogno di tempo per metabolizzarla, e mi piacerebbe saperne di più. Pertanto, tornando al quesito posto da Gisotti, personalmente sono convinto che lo svolgimento di manifestazioni che aiutino ad approfondire anche le zone d’ombra della genesi dell’Unità d’Italia siano in linea, e non in contrasto, con le celebrazioni della stessa.
Non mi interessano le polemiche banali sulla faccenda della cosiddetto Unità d'Italia fatta dai savoia con l'ausilio del mercenario dei due mondi. La lascio a coloro i quali adorano le favolette ben confezionate e propinate a chi non si interessa ai documenti. Mi preme solo evidenziare che l'evento che si sta organizzando a Gioia sulla vita del Sergente Romano ho l'impressione che serve solo a far cassa come momento di ritrovo estivo. Ma per questo potevano far giungere una qualsiasi spogliarellista ovvero organizzare un bel karaoke perchè avrebbero fatto più soldi piuttosto che far rivoltare nella tomba il povero Romano(dovunque essa sia perchè i caduti del sud per la propria terra e per la propria gente non hanno avuto dignità di sepoltura - vedi lager di Fenestrelle dove i giovani meridionali che morivano di freddo a 2500 metri di altitudine venivano sciolti nella calce). Anche perchè in tutti questi anni in cui il 6 gennaio lo abbiamo dignitosamente ricordato (senza fare cassa) non ho visto l'ombra di amministratori gioiesi (tutti ben attenti ad evitare di affacciarsi per "non compromettersi")
Questo era il dilemma che a quanto pare non avrà una soluzione in queste pagine perchè, se come invece pare, chi ha organizzato un tale evento non ha le idee chiare sugli avvenimenti della storia ne avrà ancora meno nello sbrogliare questa matassa. Sa una cosa, Costa - terra mia? mi sembra che ogni tanto bisogna far ricorso al rasoio di Occam per concludere le discussioni. Me ne avvalgo e la ringrazio per avermene data l'opportunità.
Non mi sembra che l'intervento di terra mia lo sia. Capisco l'appartenenza alle fascie deboli, però diciamola tutta, non ci voleva molto a capire che gli interventi in questa discussione, miei come degli altri, erano tesi a dimostrare l'opportunità o meno di far coincidere festeggiamenti del brigante sergente Romano con le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, che quel sergente brigante romano aveva combattuto.