Si promuove la mobilità sostenibile ma si vieta l’uso delle bici

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L'Editoriale pubblicato su “La voce del paese” n.16 del 22.04.2022, attualmente in edicola, a qualcosa è servito. L'ordinanza incriminata sembrerebbe sia stata parzialmente modificata. Meglio di niente, ma si può fare di più.

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Il 13 aprile scorso, in pieno avvento della primavera e conseguente “ebbrezza” ciclabile, sia grazie al riconoscimento regionale conferito al Comune che per l’impegno delle associazioni locali che promuovono a 360 gradi la mobilità ecologica, giunge come una doccia fredda l’ordinanza n. 19 a firma del Comandante della Polizia municipale, nella quale si istituisce il divieto di circolazione alle biciclette in via Roma nei giorni lavorativi dalle ore 19,00 alle ore 22,00 e nei giorni festivi dalle ore 10,30 alle ore 13,30 e dalle ore 19,00 alle ore 22,00.

Per tale motivo la Sezione Lavori Pubblici, è incaricata di installare, sotto i segnali di transito i pannelli integrativi riportanti gli orari.

In parole povere chi si reca alla stazione con la bici per poi portarla sul treno, dovrà caricarsela a spalla per tutta via Roma o portarla a braccio. Un non senso che davvero lascia perplessi.

Quale messaggio verrà dato ai giovani, a coloro che hanno adottato come stile di vita l’uso della bicicletta per non inquinare e tenersi in forma? Tra l’altro, essendo una delle poche aree pedonali, via Roma, è anche “sicura”, a differenza di altre strade cittadine dove il rischio di essere investiti è alto, in assenza di piste ciclabili. Persino in paesini come Sammichele si può notare un grado di civiltà ben più elevato ed una maggiore attenzione da parte degli amministratori ai propri cittadini.

Eppure Gioia vanta iniziative come GioiaInBici, ha una associazione attivissima, un rappresentante locale alla presidenza della Fiab, Antonio Montenegro, progetti di ciclovia che tutti ci invidiano, persino campioni come il dottor Giuseppe Giorgio ed altri appassionati di ciclismo, e una ordinanza che davvero ci mette in ginocchio, probabilmente a causa di qualche cavillo del codice della strada applicato con i paraocchi o comunque senza tener in conto della reale situazione.

Eppure andare in bicicletta coniuga divertimento e forma fisica, giova al cuore, abbassa la pressione e aiuta a perdere i chili di troppo.

In Belgio esiste da tempo un incentivo pari a 22 centesimi per chilometro per l’utilizzo delle biciclette nei tragitti casa-lavoro. In Francia 8 anni fa è stato introdotto il primo servizio di bike sharing successivamente copiato in tutto il mondo. Questo non solo per combattere l’inquinamento ma anche perché pedalare fa bene all’economia del paese: secondo un recente studio pubblicato dalla Commissione economica per l’Europa dell’Onu e dall’Ufficio regionale Oms, se le maggiori città europee investissero nel “trasporto verde e sano”, oltre 76.600 persone potrebbero trovare lavoro (nella vendita al dettaglio di biciclette, nella manutenzione, nella fornitura di abbigliamento e accessori per ciclisti).

E che dire del fatto che pedalare abbassa lo stress e diminuisce la depressione e, come tutti gli sport, stimola la produzione di endorfine, oltre a permettere di stare a contatto con la natura?

Il ciclismo è uno sport aerobico, indicato per chi vuole perdere peso. Ad un buon ritmo si bruciano circa 500 calorie all’ora. L’uso della bicicletta è indicato anche per chi soffre di lombalgia, previene le malattie cardiovascolari e ne evita il peggioramento negli anziani, controlla la glicemia e i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue prevenendo ipertensione, malattie ischemiche cardiovascolari, diabete, obesità, migliora la circolazione venosa e linfatica a livello degli arti inferiori, aiutando a prevenire la formazione di gonfiori alle gambe, preserva i tendini e mantiene attive le articolazioni di ginocchia, anche e caviglie.

Insomma fa davvero bene! E se i vigili e il Comandante usassero anche loro la bici al posto delle auto? Magari cambierebbero idea!