Giovedì 21 Ottobre 2021
   
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Roberto Cazzolla Gatti “Io sono l'ambiente". 15 anni di riflessioni

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228239491-3034193893371917-3121723351694586210-n “I veleni abbracceranno la Terra come un focoso amante. E nel mortale abbraccio, i cieli avranno l'alito della morte e le fonti non daranno più che acque amare e molte di queste acque saranno più tossiche del sangue marcio del serpente. Gli uomini moriranno di acqua e di aria, ma si dirà che sono morti di cuore e di reni.” [Rasputin]

Noi siamo l’ambiente, ecco perché ci ammaliamo di tumori. Attraverso questo pensiero che, purtroppo, non ha nulla di catastrofista, Roberto Cazzolla Gatti, biologo ambientale ed evolutivo, scienziato, scrittore, esploratore e documentarista, nonché professore associato presso l’Istituto di Biologia della Tomsk State University in Russia, ha riassunto in maniera del tutto realista la situazione che l’essere umano è stato in grado di creare attorno a sé. Nel suo ultimo libro “Io sono l’ambiente”, disamina basata su temi caldi e già fortemente trattati da parte di movimenti sociali, egli ripercorre le conseguenze dell’espansione incontrollata e dell’eccessivo sfruttamento dell’ambiente da parte dell’uomo. Accompagnato da Rosario Milano, dottore di ricerca in studi storici, geografici e delle relazioni internazionali, l’autore, invitato dall’Università della terza età di Gioia del Colle nel giorno in cui si è chiuso l’anno accademico, evento ospitato nel giardino del Circolo Unione, ha presentato giovedì 29 Luglio la sua ultima opera. 229225617-3034194446705195-7952322388194360975-n

Ad introdurre gli ospiti il presidente del Circolo Unione Nino Romano, il presidente dell’U.T.E. Vito Mastrovito e Walter Ivone.

IO SONO L’AMBIENTE

Questo libro nasce dall'esigenza di raccogliere quasi quindici anni di riflessioni, non a caso i contenuti sono stati pubblicati, nel corso degli anni, su svariate riviste, per poi essere integrati e riuniti con l'obiettivo di fornire un pensiero unico. Molto spesso i ricercatori si ritrovano a dover scrivere e pubblicare esclusivamente per i propri datori, pratica che blocca il passaggio di contenuti impedendo che essi arrivino a coloro che vivono e operano per le decisioni politiche e amministrative.

La prima parte del libro è focalizzata sulla relazione esistente tra lo sfruttamento incontrollato dell’ambiente e lo scoppio della pandemia di Sars- cov-2. Tutto quello che sta accadendo nasconde un messaggio della natura che, alle volte, fa comodo dimenticare. Secondo la “teoria di Gaia", la nostra terra è come un unico essere vivente che si autoregola senza alcun burattinaio. Il livello di ossigeno nell'atmosfera, a231188278-3034194653371841-3498289981234866947-nd esempio, è pari al 21% ed è regolato perfettamente da microorganismi, piante e animali. Se la percentuale di alzasse di una sola unità, il pianeta prenderebbe fuoco per il troppo potere comburente così come, se si abbassasse di una unità, tutti gli organismi aerobici non potrebbero più respirare. Tutto questo equilibrio si mantiene grazie ad un tacito accordo fra le specie. Il messaggio mandatoci attraverso questo virus è estremamente chiaro: l'uomo sta sfruttando troppo la terra.

ASSOCIAZIONI AMBIENTALI: DALL’ATTIVISMO AL COLLABORAZIONISMO

La globalizzazione ha amplificato l'esigenza di energia dell'uomo, il quale cercherà sempre di trasformare i modelli di consumo delle varie società in un unico modello incentrato sulla dipendenza. Oramai, come l'autore stesso afferma nel secondo capitolo del libro, le stesse associazioni ambientaliste hanno deciso di cambiare le proprie strategie. In passato, le navi bloccavano le baleniere, la gente manifestava e protestava contro la distruzione dei parchi, ora si tende al collaborazionismo, a non contrastare il nemico ma trovare un modo per andarci d'accordo. Le associazioni vengono sponsorizzate dalle stesse compagnie petrolifere attraverso un piccolo marchio di sostenibilità applicato sui prodotti, anche solo per una percentuale minima di energia rinnovabile. Una soluzione per questo problema potrebbe essere quella di non garantire stipendi a coloro che lavorano nelle associazioni, perché questo dovrebbe essere un lavoro basato sul volontariato. Nel momento in cui l'associazione non riceve abbastanza fondi, essa si rivolge alle multinazionali e da qui parte il collaborazionismo.

IL MARE… VITTIMA PER ECCELLENZA DELL’INQUINAMENTORoberto-Cazzola-Gatti

Una delle più grandi vittime di questo sfruttamento incontrollato è il mare. La maggior parte dei rifiuti presenti nel mare arriva dall'ambiente terrestre, a partire dalle isole di plastica per poi arrivare agli sversamenti di rifiuti nucleari. Dal mare, tuttavia, come l'autore specifica nel suo testo, si può imparare qualcosa di importante: l'uomo deve imparare a navigare nella maniera corretta, deve sforzarsi di mantenere solo il buono di tutto quello che ha creato e che è in grado di creare, dimenticando l'abuso e la superiorità che ha sempre caratterizzato l’esplorazione.

Fra i vari capitoli del libro, uno presenta un titolo provocatorio e quasi antisonante: relazione fra tutela dell'ambiente e eterofobia. L'obiettivo di questo capitolo è far capire quanto spesso l'uomo tenda ad abusare dei concetti naturali arrogandosi il potere di decretare cosa è naturale e cosa non lo è. Molteplici casi in natura dimostrano quanto l'omosessualità sia qualcosa di perfettamente naturale e addirittura necessario. L'umanità ha paura della diversità , ha paura di includere quello che non rappresenta la massa. La diversità è la base della vita sul nostro pianeta, non a caso non potrebbe mai esistere un pianeta con una sola specie. Darwin parlava di “infinite forme bellissime". Ecco cosa dovremmo imparare dalla natura: la diversità è il punto di forza, l'omologazione è quanto di più innaturale possa esserci.

 L’ATTACCO ALLE BIODIVERSITÀ

La globalizzazione ha dato il via all'attacco alla biodiversità. Negli anni ’90 si è cercato di prevenire la coltivazione degli OGM, così come di limitare la valenza del vincolo del brevetto. Nonostante ciò, si è dato il via alla monocultura, alla sperimentazione, alla monopolizzazione da parte di poche aziende del controllo delle sementi. Il problema principale, in questo caso, è il dover controllare dall'alto il lavoro dei contadinwww-mond5adoristore-iti. La multinazionale fornisce i semi e i pesticidi, non si può aumentare o modificare la coltivazione. Si combatte la diversità biologica. Ultimamente, diversi esponenti hanno contrastato l'agricoltura biologica, affermando che essa non è più nutriente di quella tradizionale. Questo è un dato di fatto, non a caso la positività del prodotto bio sta nell'assenza di residui chimici e non nell'eventuale differenza dei valori nutrizionali.

SVILUPPO SOSTENIBILE? SOLO SE ECOLOGICO E NON ECONOMICO

Nel percorso di decostruzione delle certezze, questo libro mette in guardia contro il concetto di sviluppo sostenibile. Quando si parla di sviluppo sostenibile ci si basa sempre sul concetto di crescita. L'uomo, tuttavia, deve smettere di crescere a livello quantitativo e basarsi su uno sviluppo ecologico e non economico. Un esempio importante in tal merito è quello dell'olio di palma, coltivazione che sta devastando il sud-est asiatico. Molte aziende hanno deciso di produrre senza olio di palma, perché nonostante il costo inferiore, causa lo sfruttamento del territorio e dei lavoratori. Inoltre, gli stessi produttori di olio di palma hanno creato un marchio di sostenibilità (RSPO) sponsorizzato dalle associazioni ambientaliste per commercializzare olio di palma senza alcun problema e rifornire le grandi aziende di junk food.

Esempi del genere sono puro “green washing", servono a far credere di rispettare la sostenibilità ambientale quando in realtà non è così.

SHOPPING OSSESSIVO… NEMICO DELL’AMBIENTE

Una soluzione a tutto questo sta nella sobrietà. Il comprare ossessivo salva l'economia nel breve termine, ma distrugge le risorse terrestri. L'oggetto più ecologico è quello che non compriamo. Le nostre azioni, tuttavia, devono essere accompagnate dalle scelte politiche e amministrative, perché basterebbe anche solo una legge per eliminare la plastica. Non a caso, è bastata la transizione di un presidente americano per bloccare la transazione petrolifera dall'Alaska. La sobrietà serve a farci capire che non siamo i padroni di questa terra e che è possibile vivere in armonia con l'ambiente che ci circonda solo se ogni nostra azione è accompagnata da rispetto.

 

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