Giovedì 21 Ottobre 2021
   
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CIA: “Ciliegie, all’ingrosso 1 euro e nei supermercati a 10”

ciliegie-raccolta

ciliegie-ferrovia “All’ingrosso, il prezzo concordato ai produttori è di 1 euro, mentre tra gli scaffali dei supermercati quelle stesse ciliegie arrivano a costare fino a 10-12 euro al chilogrammo. Agli agricoltori, considerando le spese di produzione, non va nemmeno un decimo di quanto ingrassa i profitti della Grande Distribuzione Organizzata.

«Oltre che un’ingiustizia palese, si tratta di una dinamica che uccide il settore, disincentivando investimenti e lavoro», ha dichiarato Felice Ardito, presidente dell’area Levante di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.

A essere penalizzata, infatti, è soprattutto l’area metropolitana di Bari. Tra il nord e il sud-est della provincia barese, infatti, viene prodotta la maggior parte delle ciliegie italiane. La Puglia detiene il primato nazionale degli ettari coltivati (62%). Nell’area metropolitana di Bari si produce il 40% del prezioso frutto a livello nazionale, il 96% delle ciliegie raccolte in tutta la regione.

All’inizio della campagna cerasicola di quest’anno, sembrava che il prezzo corrisposto ai produttori potesse essere soddisfacente, ma così non è stato. Particolarmente attesa, dopo le difficoltà del 2020, era la campagna della varietà Ferrovia, soprattutto nelle zone a più alta vocazione per questa straordinaria cultiva prodotta a Turi, Putignano e Conversano nel Barese, ma anche a Crispiano (Taranto).

«Lo squilibrio tra il poco che viene riconosciuto agli agricoltori e i margini spropositati che la GDO garantisce a se stessa è diventato un problema enorme, sempre più pressante e ineludibile pciliegie-lavorazioneer la politica, soprattutto in un momento di crisi epocale come quella creata dal combinato disposto della pandemia e dei cambiamenti climatici», ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.

«Siamo di fronte a un vero e proprio sfruttamento da parte delle multinazionali della GDO a danno degli agricoltori, anche questa forma pesantissima di iniquità deve entrare nel dibattito pubblico e nell’agenda della politica», ha aggiunto Carrabba.

«Per riequilibrare la dinamica di formazione dei prezzi e aumentare il potere contrattuale del comparto primario noi organizzazioni agricole ce la stiamo mettendo tutta, sostenendo soprattutto la nascita di cooperative, l’attivazione di nuove Organizzazioni di Produttori, la vendita diretta dal contadino al consumatore, la digitalizzazione delle aziende per aprire canali di e-commerce, ma la rete e i canali della GDO al momento continuano ad avere uno strapotere che crea disequilibri, ingiustizie e pericoli non solo per i produttori ma anche per i consumatori», ha concluso Carrabba”.

FrancoGigante

 

Commenti  

 
#6 Leonardo Cuscito 2021-05-30 15:42
@Gaetano
Hai detto bene, 1988..stiamo parlando di 35 anni fa, una cosa del genere non è più possibile ad oggi. Globalizzazione, unione europea, unione monotaria, costi ridotti per l esportazione, trasporti più veloci...
 
 
#5 Gaetano 2021-05-30 14:29
Un tempo la frutta valeva più di adesso, e gli agricoltori erano tanti, in giro fino al 1988 si vedevamo solo terreni coltivati e ben tenuti. La frutta arrivava al consumatore con massimo un 60% di ricarico sul prezzo di partenza! Adesso un kilo di frutta arriva al consumatore con un ricarico che arriva anche al 3000%(arance uva pesche limoni ecc ecc)si deve assolutamente controllare il prezzo come fanno le grandi marche che scrivono sulla convezione il prezzo consigliato calcolando il ricavo per la distribuzione!
 
 
#4 Leonardo Cuscito 2021-05-29 08:25
E comunque, facile fare il paragone 1€ contro 10€: in quei 10€ ci sono costi di trasporto, trattamento, refrigerazione, stoccaggio, vendita e logistica in generale. Costi che il coltivatore diretto non ha, e che neanche lontanamente pensa di appiopparsi. Da qui la differenza tra coltivatore diretto e imprenditore agricolo, quello vero, che si ingegna, si sforza di trovare strade alternative e non si limita alla mera lamentela e alla lotta contro i mulini a vento dei "poteri forti" e delle multinazionali della GDO.
 
 
#3 Nicola A. 2021-05-28 07:43
@ Boigottiamo la GDO,
mi sa che i produttori, giustamente, si lamentano per il prezzo ma quando devono vendere direttamente al consumatore i prezzi sono uguali a quelli del mercato. Questo è un mistero che si presenta non solo con le ciliege ma con tutti i prodotti ortofrutticoli. A Gioia ci sono molte Aziende Agricole che vendono direttamente ma riguardo ai prezzi al dettaglio, sono sempre quelli che si trovano in qualunque negozio. Ovviamente, il fenomeno non è prettamente gioiese ma è un abitudine diffusa. Si lamentano, si lamentano, si lamentano ma nei fatti c'è qualcosa che non quadra. Mi sa che il "lamento" sia una consuetidine di chi sta nel commercio.
 
 
#2 Boigottiamo la GDO 2021-05-27 16:24
E se si organizzassero i produttori a vendere a 2,00/3,00 € al Kg. le loro ciliege nelle piazze di tutti i comuni non farebbero cosa gradita prima di tutto a loro stessi e in secondo luogo a noi consumatori?
 
 
#1 Leonardo Cuscito 2021-05-27 10:54
In un Mondo così dinamico e cosmopolita, fondato e sorretto da un'economia globalizzata, la politica Europea (Per non parlare di quella nazionale o regionale) non è di supporto nella causa della valorizzazione del patrimonio agroalimentare, anzi, è in prima linea nel processo di "svendita" e svalorizzazione dello stesso. D'altro canto stiamo comunque parlando di un campo economico dove gestito da un pensiero rurale arcaico restio al cambiamento e all'innovazione. Stessa storia di qualche anno fa delle arance tarocco siciliano. Il problema è multifattoriale. Un imprenditore agricolo che preferisce non raccogliere un'eccellenza del genere perchè il prezzo di vendita è basso e non rientra neanche nelle spese è destinato a soccombere alla concorrenza spietata del resto del Mondo. L'alternativa sarebbe "trasformare" il prodotto, e non venderlo come "semplice frutto da banco all'ingrosso", basti pensare ad un succo, ad un estratto, ad uno snack disidratato ecc. La concorrenza non si può combattere? Si può sempre combattere sul fronte innovazione e valorizzazione. Vaglielo a spiegare agli "imprenditori agricoli"...
 

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