Lunedì 18 Ottobre 2021
   
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Effetti da astinenza da Serd - La testimonianza di una “voce” gioiese

ex-sede-Serd-gioiese

timthumbL’evaporazione di alcuni servizi territoriali porta inevitabilmente delle conseguenze sui cittadini che usufruiscono delle relative prestazioni.Per gli invisibili diventa più difficile protestare in quanto non hanno un’identità riconosciuta. L’atteggiamento dell’indifferenza politica e sociale porta a far sparire il problema e dopo il primo momento di entusiasmo nessuno ricorda più nulla. Siamo un paese con problemi di memoria collettiva.

Il Serd fa parte dei servizi dimenticati e per ricordare ai più cos’è il Serd abbiamo raccolto il vissuto di una “Voce”. Il Serd è un servizio territoriale per le Dipendenze Patologiche dedicato alla cura, alla prevenzione e alla riabilitazione delle persone che hanno problemi conseguenti all’abuso e alla dipendenza di sostanze psicoattive.

Dal gennaio 2019 a tutt’oggi il Serd di Gioia ha sospeso la sua attività dirottando i pazienti o ad Acquaviva delle Fonti o a Putignano. Abbiamo voluto ascoltare la Voce coraggiosa di chi vive questo problema, una giovane donna che convenzionalmente chiameremo Silvia e che vuole esprimere la sua esperienza, rimanendo anonima.

Silvia (ci riferisce che parla anche a nome di altri pazienti) afferma che il loro disagio rispetto alla chiusura del Serd a Gioia non è stato condiviso né sostenuto da alcuno, forze politiche, Associazioni, parrocchie, sono stati tutti silenti.

“La mancanza del Servizio a Gioia ha inciso fortemente sulla nostra vita, non tutti hanno potuto raggiungere le sedi indicate dalla ASL, alcuni si sono persi, altri hanno faticosamente e in modo irregolare continuato a farsi seguire.”

Silvia, che ringraziamo molto per la sua attenzione, è una persona con una sensibilità notevole che le permette di fare una disamina attenta e precisa della situazione in cui si trova. Riferisce che per loro il Serd era un importante punto di riferimento di cura, di appartenenza. Il lavoro di équipe, modalità di lavoro di molti servizi territoriali, ha garantito loro accoglienza, risposte ai loro bisogni, porgendo soprattutto vari punti di vista, rappresentando così, simbolicamente, il mondo reale.

L’assenza di tutto ciò è un “lutto” da elaborare, che costa molta fatica.

Attualmente manca il sostegno psicologico che, a suo dire, permette la crescita personale, il riconoscimento delle proprie fragilità e del proprio funzionamento. Acquisire la consapevolezza del proprio disturbo è il primo passo per affrontare la tossicodipendenza.

Secondo Silvia l’assenza del Serd e il Covid hanno determinato un aumento di consumo di droghe pesanti con gravi conseguenze personali, una vanificazione del lavoro fatto e un dispendio economico difficile da gestire.

Tali difficoltà di disagio possono determinare un aumento di condotte antisociali, con conseguente danno anche alle famiglie. La stessa asserisce che l’attuale scenario legato al mondo della tossicodipendenza è preoccupante, lo spaccio è gestito da ragazzi molto giovani appartenenti ad ambienti abbienti. L’età di inizio all’uso è scesa notevolmente (10/14 anni).

Ciò merita una riflessione comune, il disagio si sta espandendo in modo evidente a chi vuole vedere.

Silvia rimarca la solitudine in cui la tossicodipendenza viene vissuta, la famiglia non sempre è partecipe, molte volte si “vergogna”, sottovalutando il problema o omettendolo alla sua coscienza.

Silvia evidenzia che la presenza di pregiudizi fa aumentare lo stigma nei confronti della tossicodipendenza, una cultura escludente fa aumentare l’isolamento della persona e della famiglia.

A suo dire Gioia, rispetto ai paesi limitrofi, non ha una sensibilità verso questa tematica, le coscienze sembrano addormentate, il territorio immobile e poco disposto ad interrogarsi per costruire delle azioni che porterebbero ad un bene collettivo, non esiste un vaccino contro la tossicodipendenza.

Silvia conclude il nostro incontro auspicando che Gioia sia più sensibile e disposta ad assumersi la responsabilità dell’armonia della propria comunità.

La redazione ringrazia la Voce coraggiosa di Silvia che ci ha permesso di conoscere più da vicino la tossicodipendenza con occhi più obiettivi.

 

 

Commenti  

 
#6 Perla 2021-05-23 10:57
Rispondo a Intossicato,i locali non sono stati svuotati per cui si paga il fitto,quando il Serd dopo il completamento del nostro PTA avrebbe dovuto trovare la propria sede al 3 piano Ex Inam.
Ma i sogni non si avverano se non ci si fa carico delle situazioni.
 
 
#5 Cittadino libero 2021-05-22 05:40
Grazie redazione per aver affrontato il problema, purtroppo Gioia cade sempre più nel baratro,opere che non servono assolutamente a nulla e si rivelano solo come specchietto per allodole,giardini pubblici rinnovati per l'ennesima volta e naturalmente lasciati all'abbandono dagli operai comunali eccc...,svegliatevi gioiesi estirpate questa mentalità logora e distruttiva, facciamo in modo di scegliere amministratori che pensino al nostro bene e non gente che promette favori personali,la droga è uno dei molteplici problemi che affligge i giovani del nostro paese ,ma tutti fanno finta di non vedere,ormai sembriamo l'abbandonata periferia di una grande città
 
 
#4 Intossicato 2021-05-21 10:28
Ma è vero che nonostante il locale sia chiuso. l'Asl continua a pagare l'affitto?
 
 
#3 Taninuccio 2021-05-20 18:39
A poco a poco chiuderanno anche Gioia del Colle. L'importante però è che restino aperti locali dove possono trovare rifugio i ludopatici.
 
 
#2 Perla 2021-05-20 14:55
I referenti politici dell' Amministratore Mastrangelo hanno in conto che esistono famiglie che non escono allo scoperto che soffrono,che vivono situazioni diffici?
Dicono di essere vicino alle persone,sono due anni che il Serd è chiuso se ne sono accorti?
 
 
#1 Adalgisa 2021-05-20 14:32
Ci stiamo preoccupando troppo della scuola on line, del logorio di insegnanti, docenti ed allievi, tutti giustamente stressati ed esauriti ma chi avrà il coraggio di vedere questi sin troppo giovani consumatori, chi si occuperà di reprimere lo spaccio? devono fare ulteriori corsi di specializzazione i docenti per capire i bes, i boss ,i poip, i pop e tute quelle belle sigle della scuola?e i genitori degli adolescenti che fanno nel frattempo? pensano alle mucche?
 

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