Giovedì 21 Ottobre 2021
   
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NATALE 2020. DELLE FESTIVITÁ DIVERSE...PER SCELTA

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Sostenibilit-ambientale-e-socialeNatale e la fine del 2020 si avvicinano e non vi è dubbio che quelle di quest’anno saranno delle festività diverse dal solito.

Se molte consuetudini dovranno necessariamente essere riviste, resta salva la tendenza, tipica di questo periodo, a riflettere sull’anno che ci si accinge a lasciarsi alle spalle, provando al contempo a tirarne le somme tanto a livello personale, quanto a livello globale.

Le considerazioni che è possibile fare rispetto a questo annus memorabilis sono innumerevoli, complesse, in molti casi contrastanti e inevitabilmente diverse per ognuno di noi.

Nella miriade di opinioni, teorie e punti di vista che potrebbero emergere da una tale analisi, due dati risulterebbero difficilmente confutabili e contestabili: in primis, il fatto che la pandemia ha indubbiamente stravolto le nostre esistenze, molte delle quali cambiandole definitivamente; e in secondo luogo, il fatto che la stessa che ci ha messo di fronte alla necessità e all’urgenza di rivedere il nostro rapporto con il Pianeta e con le altre specie viventi.

Queste due constatazioni, solo apparentemente indipendenti l’una dall’altra, sono di fatto intrinsecamente e sostanzialmente interconnesse in un rapporto di causa ed effetto.

Più continueremo ad ignorare la necessità di un cambiamento radicale delle modalità con cui pacchetti-con-fogli-di-giornale2ci relazioniamo alla Natura, (sia su scala globale, che a livello individuale) tanto piú frequentemente ci ritroveremo di fronte ad eventi in grado di sconvolgere drammaticamente le nostre vite: pandemie, eventi climatici estremi, disastri ambientali.

Anche quando alcune catastrofi conservano proporzioni locali, i loro effetti si riverberano su scala planetaria, influenzando e modificando la quotidianità di noi individui molto più di quanto spesso si riesca a cogliere.

In un mondo globalizzato siamo tutti profondamente connessi e non solo virtualmente.

Quello che accade a migliaia di chilometri di distanza da noi, in un atollo del Pacifico o in una foresta equatoriale ci riguarda, in realtà, molto da vicino e poco importa che si viva in una grande metropoli, in un villaggio sperduto o in una cittadina come la nostra. Questo accade per una ragione tanto semplice, quanto purtroppo ancora poco compresa (o volutamente ignorata) dai più: ossia il fatto che le questioni ambientali hanno, inevitabilmente, un risvolto su altri settori da sempre erroneamente ritenuti più importanti, quali l’economia, la sicurezza, il lavoro, la salute…

L’ambiente tuttavia, non solo non è un settore tra gli altri, ma costituisce la cornice stessa all’interno della quale ogni altra dinamica connessa alla vita trova espressione; è lo scacchiere sul quale si gioca la partita di ogni esistenza.

Fenomeni migratori, conflitti per l’accaparramento delle risorse, emergenze sanitarie, crack finanziari e crisi economiche sono tutte vicende collegate, in un modo o nell’altro, alla gestione dell’ambiente.

Dinanzi a dinamiche che sembrano oltremodo complesse e immensamente più grandi dei singoli, gli individui in realtà, non sono completamente inermi o impotenti.

La pandemia ci ha insegnato, tra le altre cose, quanto il comportamento di ognuno sia fondamentale per provare a cambiare il corso degli eventi. Lo stesso vale per ogni altra vicenda di carattere sociale, politico o ambientale.

Le scelte della nostra qfresh-vegetables-in-eco-cotton-bags-on-table-in-the-kitchen-lettuce-corn-potatoes-apricots-bananas-ruotidianità e i nostri stili di vita possono davvero fare la differenza.

L’aver dovuto ridefinire alcune nostre routines per cause di forza maggiore, ha fatto sì che ridefinissimo anche le nostre priorità. Siamo stati forzatamente indotti a selezionare i bisogni veri dai fasulli e così facendo abbiamo preso atto anche della grande resilienza di cui siamo capaci.

Partendo dalla presa di coscienza della forza straordinaria insita in tale resilienza, possiamo provare a trasformare la necessità di vivere queste festività in modo diverso, nell’occasione per gettare le basi per un futuro che sia altrettanto diverso e che passi attraverso un cambiamento di abitudini che non sia imposto da uno stato di emergenza, ma che serva piuttosto a evitarne di nuovi; un cambiamento di cui essere protagonisti attivi e promotori, piuttosto che vittime inermi e scontente.

Da dove cominciare dunque? Dalle piccole cose!

Natale è tempo di decorazioni, di acquisti, di regali ed è, al contempo, anche il periodo più consumistico dell’anno.

Più che alla sobrietà, è alla consapevolezza che siamo chiamati come gesto di responsabilità. Proviamo ad eliminare sprechi di ogni tipo; ad azzerare imballaggi inutili, ingombranti, non riciclabili ed eterni.

Fogli di giornali, volantini, quotidiani, se ben presentati, sostituiscono dignitosamente la carta regalo prodotta ad hoc e assolvono comunque alla funzione di garantire l’effetto sorpresa. In alternativa, prediligiamo stoffe, csustainable-christmas-featurearta riciclata e riciclabile e cerchiamo di evitare materiali in plastica.

La sostenibilità passa anche e soprattutto dalle nostre tavole imbandite: “La forchetta è l’arma più potente al mondo” sosteneva Gandhi e oggi più che mai è una verità inconfutabile!

Godere di un paniere ricco e variegato di prodotti della propria terra da poter acquistare è un lusso che noi pugliesi, e italiani in generale, diamo per scontato, ma che in realtà non appartiene a tutti. Prediligere prodotti a chilometro zero o a filiera corta, possibilmente biologici, vuol dire ridurre le emissioni dovute alla distribuzione e l’inquinamento legato ai processi di conservazione.

Inoltre e non da ultimo, vuol dire supportare l’economia locale.

Evitare o ridurre al minimo il consumo di carne, di prodotti ittici derivanti da una pesca non sostenibile e di ogni altro prodotto di origine animale costituisce una misura fondamentale per ridimensionare significativamente la propria impronta ecologica e agire concretamente per limitare emissioni, inquinamento, depauperamento delle risorse e disuguaglianze sociali legate a questi settori produttivi.

Le ristrettezze economiche causate dalla pandemia indurranno forse molti a ridurre il budget da destinare ad ogni regalo.

Se siamo dunque alla ricerca di un dono simbolico, proviamo a resistere alla tentazione di acquistare l’ennesimo oggetto più o meno inutile, prodotto in serie da qualche lavoratore sfruttato in una fabbrica dall’altra parte del mondo. Se abbiamo a cuore i diritti delle persone, siano esse bambini, donne e lavoratori in generale, dobbiamo essere consapevoli del fatto che il modo in cui orientiamo i nostri acquisti ha un impatto concreto maggiore di qualsiasi donazione effettuata, in questo periodo dell’anno, a favore di una qualunque associazione di beneficenza che si occupa di questi temi.

In alternativa, perché non pensare di regalare un giovane albero?

Alcuni di essi hanno un significato storico - simbolico più marcato rispetto ad altri: l’ulivo è un’icona del nostro territorio ed è sinonimo e augurio di pace; il melograno rappresentabambino abbondanza, fertilità e prosperità. In generale, ogni albero è, in sé, emblema di buon auspicio perché è vita in divenire, è radici che si saldano lentamente nel presente e rami che tendono ambiziosamente al domani.

Le modalità per farlo sono diverse. Esistono svariati progetti che insistono sull’adozione a distanza e la piantumazione di alberi in ogni angolo del mondo. Uno questi si chiama “Treedom” ed è nato dall’idea di due giovanissimi imprenditori italiani.

Oppure si potrebbe acquistare fisicamente un giovane arbusto in uno dei molti vivai locali, per destinarlo alle cure di chi amiamo.

Potremmo dedicarlo ad un nuovo nato, alla memoria di qualcuno che abbiamo amato, persone o animali che non sono più con noi. Potremmo donarlo ai bambini perché imparino a prendersene cura, insegnando loro il valore inestimabile della Natura.

Che sia una quercia, un albero ornamentale o da frutto poco importa.

Il loro valore economico é minimo (dell’ordine di pochi euro a seconda delle dimensioni) ed è dunque davvero alla portata di tutti, ma il loro valore pratico e simbolico è incommensurabile. Insomma, un albero è sempre un investimento sicuro se vogliamo fare, a noi stessi e a chi amiamo, il più bel regalo possibile: un futuro migliore!

Commenti  

 
#3 MASSIMILIANO 2020-12-22 13:58
Complimenti per la lucidità dell'analisi e per le proposte inserite!
 
 
#2 DX 2020-12-21 19:37
Leggo: "EVITARE" o ridurre al minimo il consumo di carne, di prodotti ittici e di qualsiasi prodotto di origine animale. Il vostro è un continuo incitamento a vivere CONTRO NATURA, spacciandovi per salvatori del pianeta, ma il vostro pianeta in quale galassia si trova??
 
 
#1 Baobab 2020-12-19 15:28
Brava! :-)
 

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