Domenica 24 Ottobre 2021
   
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Grazia Procino presenta “E sia”: incanto e meraviglia di versi/foto

presentazione "E sia" di Grazia Procino

presentazione "E sia" di Grazia Procino Lo scorso 29 febbraio, si è celebrato l’amore per la poesia e la musica nel foyer del Teatro comunale “Rossini” di Gioia grazie alla presentazione della terza opera letteraria di Grazia Procino, intitolata “E sia”, Giuliano Ladolfi Editore. Terza opera letteraria dopo “Soffi di nuvole” (Scatole parlanti, 2017) e “Storie di Donne e di Uomini” (Quaderni edizioni, 2019), dopo che alcune sue poesie sono state pubblicate da “La Repubblica Bari”, grazie a Vittorino Curci, e da quella a tiratura nazionale grazie a Maurizio Cucchi. “Distanze incolmabili” è stata tradotta in spagnolo da Antonio Nazzaro. A impreziosire e rendere ancor più emozionante la scoperta di “E sia”, ci hanno pensato i C.F.F. e il Nomade Venerabile, trio musicale made in Gioia composto da Anna Maria Stasi alla voce, Anna Surico chitarra, pedali e sequenze e Vanni La Guardia basso, percussioni e seconda voce, che hanno scandito la serata proponendo con arrangiamenti ispirati dai versi “E sia”, “Dammi a voce distesa”, “La veglia” ed “Epilogo”. I trpresentazione "E sia" di Grazia Procinoe proprio l’anno scorso hanno festeggiato 20 anni di carriera, costellata da importanti collaborazioni e riconoscimenti, con la pubblicazione di “DiVenti”. Musicare le poesie di Grazia è stato facile “…Sono bastati due pomeriggi, perché alcune sono già canzoni - ha confidato la cantante che ha aggiunto - siamo profondamente emozionati e grati a lei per aver scritto parole necessarie”. Parole e poesie necessarie che “ci aiutano a scoprire qualcosa di noi”, afferma la redattrice Dalila Bellacicco che ha dialogato con Grazia.

Forte è il legame tra classico e contemporaneità nelle opere della scrittrice gioiese: “La realtà attuale è fonte continua di interrogazione”. È importante quindi che la poesia guardi con gli occhi ben aperti all’oggi e si impegni dal punto di vista sociale, “deve essere empatia soprattutto verso i sofferenti e gli emarginati”, precisa Grazia. A proposito di temi sempre attuali, il caporalato, emblematico è il verpresentazione "E sia" di Grazia Procinoso “Se Dio sopravvive, non è certamente qui”, che chiude la poesia “Raccoglitrice di pomodori in una campagna pugliese”. È il grido di disperazione di una persona che è costretta a fare un lavoro umiliante per sopravvivere, sicura che se esiste un Dio, sicuramente non è al suo fianco.

Altro tema caro a Grazia è la violenza sulle donne: “Mi coinvolge totalmente, ci ho messo parecchio nella creazione dei componimenti dedicati e ho sofferto, credo non ritornerei subito su questa tematica. Quando scrivo di sofferenza, soffro anche io, devo trovare la forza di ritornarci”. Difficile non sentirsi partecipi di questi stati d’animo che emergono nell’essenzialità delle sue poesie, essenzialità che esprime a pieno ogni sfumatura di quello che l’autrice prova e dell’emozione “che deve trapelare”.

Inserita anche in “Storie di donne e di uomini” Dalila Bellacicco fa riferimento a “Elegia della terra di nessuno” leggendo l’ultimo verso: “intanto il confine trpresentazione "E sia" di Grazia Procinoa lacrime e baci è la terra che non voglio varcare” e chiede a Grazia cosa vede oltre quel confine.

“Credo che porsi dei limiti sia sensato, perché così abbiamo l’urgenza di valicarli, altrimenti tutto è illimitato e non sentiamo il bisogno di svegliarci al mattino e dire oggi la mia giornata avrà un senso perché andrò oltre i miei limiti”.

Incalzano le domande. Proprio perché la vita non è solo serenità, ma tocca superare anche “temporali”, il poeta in un naufragio a cosa si aggrappa? “Alle parole a cui deve dare una luce, parole che devono rischiarare il buio che ci attraversa. La parola serve a rendere sempre vigile la nostra coscienza, ad essere sempre sentinelle, soprattutto nei momenti in cui la coscienza collettiva latita. La parola può tutto se noi lo vogliamo”.

Parole più che mai attuali, oggi che c’è bisogno di luce… presentazione "E sia" di Grazia Procino“La poesia è un argine per evitare il deserto di senso che invade la nostra contemporaneità”. Per far sì che la poesia sbocci è necessaria la solitudine “…lo spazio creativo per eccellenza, la persona che crea deve dialogare con sè stessa e quindi cerca la solitudine”.

C’è da augurarsi che la poesia continui a essere un fuoco di passione che riscalda. “Mi auguro rimanga sempre un riflesso dentro di noi, facciamo in modo che non taccia, che rimanga viva. Mi piacerebbe fosse questo il messaggio di questo incontro, il più potente che possiamo dare…” conclude così Grazia Procino che ringrazia i C.F.F. per aver realizzato il suo sogno: “Pensavo a una presentazione atipica, non canonica, originale, pensavo alla musica e ho pensato a loro che stimo, il risultato è sconvolgente, nei volti dei presenti meraviglia e incanto, la poesia serve anche a dar loropresentazione "E sia" di Grazia Procino manifestazione concreta di questo sono profondamente onorata”.

Grata al pubblico presente, a chi ha concesso la location, all’amica Dalila che le è sempre affianco nei suoi esperimenti, a Donatella Giannico sempre presente nell’organizzazione, al tecnico audio Antonello Borrelli, a Luca Cardetta “a cui auguro di diventare quello che merita di essere”. Luca ex alunno della prof.ssa Procino ed ex allievo di Anna Maria Stasi nel laboratorio teatrale “Chi è di scena”, ora frequenta la scuola di teatro, ha dato il suo contributo alla magica atmosfera interpretando in maniera impeccabile “Pietre vive”.

L’originale e coinvolgente presentazione si è conclusa con la promessa strappata dalla prof.ssa Procino all’Ass. alla Cultura, Lucio Romano, di un concerto dei C.F.F. proprio nel nostro teatro, magari riportando in musica i suoi versi. Speriamo presto questo sia possibile, in attesa coccoliamoci con la lettura di un buon libro come “E sia”. [foto di Mario Di Giuseppe, Cataldo Liuzzi, Mimmo Castellaneta, Tommaso Putignano]

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Gioia del Colle: "E sia" di Grazia Procino

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