Martedì 26 Ottobre 2021
   
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Admoveo, da “Peace-War-drugs&liver to pieces” a “La Conquista del Sud”

admoveo la conquista del sud

admoveo la conquista del sud L’arcobaleno della pace, il nero ed il rosso della guerra, il grigiore opalescente delle droghe, schegge di coraggio, montagne di indifferenza ed un immenso dolore. E poi sale la marea della rabbia, quella che sgorga dal profondo, violenta e struggente. Una denuncia graffiante - quella espressa dal teatro militante di Admoveo in “Peace - War, drugs & liver to pieces” di Nicola Eboli -, che rifugge odio e guerra evocando entrambi, ossimoro efficace per scardinare l’indifferenza.

Nel sottofondo, a volte nel non detto, nei rari silenzi che si fanno spazio tra la musica a mille e le raffiche di parole che penetrano nella mente e partoriscono visioni di orrore, la poesia. Quale? Quella di una umanità assetata di pace che rifugge ogni guerra, ma che non ha voce. Annichilita dai poteri che la soffocano, da una economia che si nutre di odio, di violenza, di armi, di droga, di sangue, di speranze, di sogni perduti…

Nicola Eboli nel suo “Peace - war, drugs & liver to pieces” portato inadmoveo la conquista del sud scena nella Masseria Canale a Levante, progettato confrontandosi con la sensibilità e la geniale regia di Antonio Minelli e le suggestioni e visioni di Alessia Carrieri, queste emozioni le ha condivise con il pubblico presente in un monologo che ha spezzato il respiro, percorrendo attraverso parole, immagini e musiche un viaggio nell’inferno delle tante guerre che hanno ferito l’umanità.

La prima scena di morte è quella di un uomo che cade “… cerca di aggrapparsi a qualcosa. Forse a Dio. Non vuole morire… Io mi chiedo ogni giorno se sarò ancora vivo domani.”

Parole taglienti che invitano a riflettere, a guardare negli occhi un uomo che muore, a discernere il reale dal virtuale, a non fare “zapping” anche con i pensieri, a scendere negli abissi della guerra per percepirla nella sua cruda realtà: sentirne l’odore della paura, l’acre lezzo del sangue, il pungente afrore della polvere da sparo, delle carni bruciate, vaporizzate da un violento vento atomico… ed ancora il boato delle esplosioni, i proiettili che si conficcano nella carne e macchiano di sangue lo schermo bianco, uno degli effetti più suggestivi che Nicola ha donato al pubblico, “ferito” in diretta, tra spasadmoveo la conquista del sudmi, sussulti, rantoli…

Una rappresentazione “forte” in ogni senso che ha raggiunto l’obiettivo di scatenare indignazione, scavando tra reminiscenze storiche - ferite slabbrate, anestetizzate dall’oblio -, mettendo a nudo cicatrici tatuate nei ricordi e cantate e musicate da chi non si è mai arreso ed ha lottato perché a vincere fosse la pace.

Nicola Eboli con passione non ha solo recitato, ma rivissuto sul proprio corpo e nella propria mente le sofferenze inferte dalla guerra e consegnato queste sue emozioni - condivise e esaltate dall’attenta regia di Antonio Minelli - al pubblico di Masseria Canale a Levante, a Irene Martino e Lello Pastore, squisiti, ospitali ed attenti padroni di casa, ricevendo caldissimi applausi e il riconoscimento di aver trasformato in “arte” momenti storici vissuti distrattamente, letti sovrappensiero sui libri di storia, mai realmente compresi ed ancor meno - fortunatamente - vissuti.

Momenti che dovrebbero essere portati nelle scuole per educare alla pace le future generazioni, un suggerimento da prendere in considerazione, perché il teatro è in tali contesti, il transfert per eccellenzaadmoveo la conquista del sud.

Sullo sfondo immagini che a loro volta “recitano” visivamente: giungle, truppe di soldati che come Billy ridevano e affrontavano la vita con coraggio, prima di saltare su una mina in Vietnam. Ed ancora politici, esplosioni nucleari e scene di orrori e sofferenze talvolta in antitesi con il tappeto musicale di sottofondo, per sottolineare con sottile ironia lo scollamento tra diverse realtà che pur collimano nel tempo, ma non si riconoscono.

Ed ancora testi drammatici, impietosi, struggenti in parte scritti, in parte rivisitati attingendo a poeti e citazioni cinematografiche - Apocalypse Now, Brando… - voci, quella di radio Londra, e brani che a loro volta evocano altre immagini: We Gotta Get Out of This Place dei The Animals, Isis di Bob Dylan, “My way” di Elvis Presley un inno chi visse quegli anni nelle giungle vietnamite, Sabotage e Freaky Hijiki dei Beastie, boys, Fuckin' In The Bushes degli Oasis e l’eterna, sublime Imagine di Lennon.

Nel finale una poesia scritta da Nicola e recitata sulle note di Enter Sandman, loop version dei Metallica. “Saranno cosa, mille secoli che non dormo. Mille secoli che non chiudo occhio. Occhi bruciati. Occhi che mi tengono sveglio, notte e giorno. Occhi secchi, occhi asciutti, che non riesco più a chiuderli. Come se ci avessero piantati degli spilli, spilli. Negli occhi. Spilli. Cocci appuntiti, taglienti. Estenuanti, logoranti come luce chla conquista del sude batte, sbatte, inesorabile. Continua. Raffiche, schiaffi di luce. Schiaffi come proiettili. […] Non c’è modo. Non c’è riparo da tutta questa luce. Luce che brucia tutta quest’anima. […] Vorrei togliermela dagli occhi, a costo di lacerarli. A costo di strapparmeli via. Ma non c’è modo. Non c’è modo. Anche la volontà, la volontà che brucia gli occhi come farebbe un diamante colpito dalla luce di mille soli. Mille soli che esplodono. Nel riflesso di un diamante. Soli di un’estate inoltrata. […].Sarei dovuto essere da un’altra parte, un’altra. Una qualsiasi ma non qui. Non qui, all’inizio di agosto.”

E’ questo “L’orrore di una mattina d’agosto - Memoria d‘Hiroshima” che più segna l’animo dell’attore, coinvolgendo e sconvolgendo i presenti, sullo sfondo di una terra desolata, senza più vita, distrutta dalla stessa umanità.

L’ennesima sfida vinta da ADMOVEO, da Antonio Minelli e dal suo staff per proporre una diversa e provocatoria arte teatrale, che trascina tra le insidie di temi sociali importanti, che esorta ad una visione critica ben diversa dall’intrattenimento, perché gli attori sono “militanti” ovvero “artivisti”, termine coniato nella serata.

Prossimo appuntamento di “teatro in masseria”, domenica 16 febbraio alle 18.30 con la Compagnia Formediterre con “La Conquista del Sud” nell’accogliente Masseria Canale al Levante.

 

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