Lunedì 25 Maggio 2020
   
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Ottimo “Riccardo III - l'avversario” di Niccolini al Rossini

riccardo III

riccardo III Lo spazio scenico è pronto, il sipario già aperto e mostra una claustrofobica stanza di ospedale psichiatrico con i colori dei muri privi di sfumature. Un uomo su una sedia a rotelle entra in scena sorvegliato dall’alto da due uomini dietro una finestra con sbarre di ferro.

E’ questo l’inizio di “Riccardo III - l'avversario” reinterpretazione del dramma di William Shakespeare a cura di Francesco Niccolini, portato in scena al Teatro Rossini di Gioia del Colle il 9 Gennaio 2020 dalla Compagnia Vetrano Randisi-Emilia Romagna Teatro-Arca azzurra, interpretato dagli attori Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Giovanni Moschella.

Il dramma percorre le gesta di Riccardo III nato “deforme e monco” fa dire Shakespeare al suo personaggio che svilupperà invidia e rabbia nei riguardi del fratello maggiore salito al trono e che userà qualsiasi mezzo per giungere al potere, ammazzando fratelli, nipoti e amanti. La scena è satura di quello che di più becero c'è in un uomo capace di annullare legami di sangue pur di soddisfare il suo ego in cerca di rivincita, ambizione e sete driccardo IIIi potere, temi molto cari al drammaturgo inglese.

Questo martellante pensiero lo porterà ad escogitare un piano diabolico che lo farà salire al trono d'Inghilterra. Alla fine di questa escalation di follia il conto gli viene presentato dalla sua coscienza facendo materializzare i fantasmi delle sue vittime. In scena gli attori, che di volta in volta, attraverso accorgimenti scenici vestivano i panni dei personaggi che ruotavano intorno al protagonista. Intense le varie scene scandite dal suono feroce di una ghigliottina o dal gioco di luci e della musica di sottofondo o dal volo di un corvo che con la sua ombra avvolgeva il palco. Uno dei momenti di maggior pathos è stato quello dell’incoronazione del Re mentre in sottofondo una musica in crescendo e la luce rossa come il sangue sgorgato nriccardo IIIe enfatizzavano l’evento.

Il dramma shakespeariano ancora odierno indaga nei meandri dell’animo umano giungendo sino al limite dei suoi abissi, disperdendo sui fondali del nulla legami e ideali. Ma l'autore Francesco Niccolini trova in Riccardo III e nei crimini di Jean-Claude Romand una affinità, macabra per le loro atrocità, ma con la consapevolezza che anche loro possono scegliere di mettere fine alla loro vita. Nella scena finale è un'iniezione letale a porre fine ai tormenti di Riccardo. La regia e gli attori sono stati eccellenti nel coinvolgere il pubblico portandolo ad un grado alto di empatia, provando ciò che il protagonista provava nel bene e nel male. Il lungo applauso finale ha confermato il consenso degli spettatori in sala.

 

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