Giovedì 21 Ottobre 2021
   
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21 e 22 dicembre - "La Magia del Natale"… Programma

la magia del natale

la magia del natale Il 21 e 22 dicembre con “La Magia del Natale” Gioia si riempirà di canti, laboratori, mostre, premiazioni di concorsi… tante iniziative allietare l’arrivo del Natale.

“Siamo in tanti - confessa Barbara Baldari, presidente dell’associazione “I Bisbiglii dell’anima” che ha organizzato la due giorni - e ci stiamo impegnando al meglio, per poter trascorrere in semplicità, ma non senza tante sorprese e con il giusto calore il sabato e la domenica che ci condurranno al Natale. La Magia del Natale… per condividere la tradizione il 21 e 22 dicembre nel Centro Storico Gioia del Colle.”

L’evento gode del Patrocinio del Comune di Gioia del Colle e della collaborazione con le associazioni di volontariato C.R.I. di Gioia del Colle, GVV, Comunità Fratello Sole, Comitato Centro Storico, professionisti del settore enogastronomico e dell’animazione, artigiani, artisti, aziende locali, scuole ed istituti scolastici.

PROGRAMMA

SABATO 21 DICEMBRE

Ore 17:30. Apertura evento con l’inaugurazione del Concorso “LuminArte” a cura dell’Ass. I Bisbiglii dell’Anima ed il Concorso “Il mio sogno di natale” a cura della C.R.I. con il saluto del Sindaco Avv. Giovanni Mastrangelo, l’Ass. alla Cultura Avv. Lucio Romano e l’Ass. al decoro Urbano Maria Paola Valentini.

Ore 18:00 / 24:00. Battesimo della Sella “Pony per bambini” a cura della Scuderia Spirito Libero. Principesse dal mondo Disney.Le Porte degli Elfi. Laboratori interattivi per bambini e adulti. Esposizione di artigianato artistico. Mostra di arte visiva Botteghe d’Arte. Mercatini, artisti di strada e attrazioni. Enogastronomia: I professionisti svelano i segreti per un fantastico pranzo di Natale.
la magia del natale

Ore 18:30. Chiesa di S. Andrea: concerto di natale “Cento favolosi natali con Gianni Rodari” a cura delle docenti Lucia Marroccoli, Carmela Cardetta e Cinzia Aquaro. Dirige il coro la Prof.ssa Antonella Gisotti.

Ore 19:30. Piazza dei Martiri: “La cultura non va in vacanza” tra gli stand delle scuole e dei Licei, esibizione della “Street Band” del Liceo Don Milani di Acquaviva delle Fonti, dirige il Maestro Francesco Colatorti.

DOMENICA 22 DICEMBRE

Ore 10:00. Sfilata di Carrozze d’Epoca per tutto il paese a cura della Scuderia Spirito Libero con benedizione dei Cavalli in P.zza Plebiscito.

Ore 10:15 / 13:00. Laboratori interattivi. Mascotte e supereroi per bambini. Esposizione di artigianato artistico. Mostra di arte visiva Botteghe d’Arte. Mercatini, artisti di strada e attrazioni.

Ore 17:30. Battesimo della Sella “Pony per bambini”. Principesse dal mondo Disney. Le Porte degli Elfi. Laboratori interattivi per bambini e adulti. Esposizione di artigianato artla magia del nataleistico. Mostra di arte visiva Botteghe d’Arte. Mercatini, artisti di strada e attrazioni. Enogastronomia: I professionisti svelano i segreti per un fantastico pranzo di Natale.

Ore 18:30. Concerto di Natale “Canti e parole” a cura del Coro U.T.E. di Gioia del Colle dirige il Maestro Francesco Lorusso e del laboratorio di recitazione diretto dal Prof. Ugo Maurino, presso Arco Costantinopoli.

Ore 19:30. Piazza dei Martiri: “La cultura non va in vacanza” tra gli stand delle scuole e dei Licei, Gruppo musicale del Liceo Don Milani di Acquaviva delle Fonti, dirige il Prof. Claudio Ferrara.

Ore 20:00. Esibizione del gruppo di danza storica dell’800 dell’U.T.E. di Acquaviva delle Fonti diretto dall’insegnante Monica Pichichero.

Ore 22:30. Speciale Music by Djanfo presso “Piano susci italiano” Via Donato Boscia.

Barbara Baldari dell’associazione “I bisbiglii dell’anima” nel presentare “La Magia del Natale” e il concorso LuminArte che vedrà in giuria l’architetto Michele Angelillo, Donato Potenza di Lucciole di Puglia e Milena Pavone, annuncia che dal prossimo anno il concorso sarà esteso anche ad artisti e artigiani.

la magia del natale

La Magia del Natale apre i suoi due giorni di festeggiamenti con le installazioni luminose artistiche a cura delle scuole che hanno avuto il piacere di aderirvi. Dal pomeriggio di sabato 21 dicembre fino al 6 gennaio 2020 saranno posizionate le luminarie in più punti centrali del paese che potranno essere votate da tutti coloro che vorranno gratificare il lavoro di ragazzi e docenti che vi si sono dedicati. I voti raccolti il 7 gennaio 2020, presso gli esercenti che avranno nelle loro attività l'urna raccogli-voti in aggiunta al voto finale e più competente della giuria preposta, eletta per supervisionare i lavori, faranno sì che il 10 gennaio 2020 nel Chiostro Comunale si possa premiare l'istituto vincitore...Gli esercizi abilitati alla raccolta voti: Bar Napoli (via C. B. Conte di Cavour, 118) Panificio Di Lorenzo (P.zza C.A. Dalla Chiesa,15) Grand Cru’ (via Papa Paolo VI, 49).”

“Un aspetto delle feste religiose che caratterizzano il Mezzogiorno d’Italia - continua la é dato dalla costante presenza delle luminarie. Vi sono poi i fuochi pirotecnici e le bande musicali che, con le bancarelle e le giostre costituiscono gli elementi insostituibili della festa. Vi è anche la processione del Santo, accompagnata da un complesso programma religioso relativo alla celebrazione liturgica della festa e che sta alla base della sua motivazione anche civile; ma sono elementi, questi ultimi, che tendono a non essere considerati primari da quanti, e non sono pochi, reputano la festa come un evento turistico. Indubbiamente, l’elemento più significativo della festa, sotto l’aspetto visivo, é quello delle luminarie: archi, cassarmoniche, spalliere, frontoni, gallerie, formano un coacervo talmente armonico e ben articolato sul piano dell’addobbo da lasciare ogni volta stupefatti anche gli spettatori più esigenti e incontentabili. Le ragioni di tanta fortuna sono molteplici. Anzitutto, la luce ed i colori, frutto delle capacità tecniche, artistiche; poi l’architettura, la leggerezza e la stabilità dei materiali i quali resistono con disinvoltura a pioggia, vento e temporali improvvisi mettendo, talvolta, a dura prova. Esiste, inoltre, una ragione più nascosta ma fondamentale per l’esistenza della festa: la tradizione e la sua vitalità che nel Mezzogiorno sono elementi decisivi per la conservazione dell’identità storico culturale del territorio. Da un punto di vista strettamente tecnico, le luminarie, come spettacolo al buio costituito da un insieme di elementi figurati luminosi installati per l’addobbo delle città in occasione di festività particolari, nascono intorno agli anni ’30 di questo secolo e si sviluppano parallelamente col potenziamento della rete elettrica di illuminazione pubblica in Italia. Ma l’elemento luminoso, come componente dell’insieme dell’addobbo, esisteva anche prima dell’avvento dell’energia elettrica. A partire dal XVI secolo fino a tutto l’800, l’Italia ha conosciuto una fioritura di feste caratterizzate dalle parazioni capaci di coinvolgere i maggiori artisti del tempo. Bernini, Grimaldi, Pietro da Cortona, Rinaldi, Fanzago, Fontana e, prima ancora lo stesso Michelangelo, forniranno disegni, realizzeranno bozzetti, saranno i veri e propri registi delle feste, affiancati, nell’ideazione, da letterati ed intellettuali di gran livello come Sforza Pallavicino, Emanuele Tesauro o religiosi di talento come il padre Andrea Pozzo. Insomma, la festa ha un’origine affatto colta e coinvolge tutti gli strati della popolazione: dalle autorità religiose a quelle civili, dai nobili ai popolani, dai ricchi ai poveri. Tutto diviene occasione per fare festa. Per gli interni, verranno privilegiate le chiese, per gli esterni, verranno coinvolte le piazze, le facciate del convento, dei palazzi e delle chiese, i campanili. Tutta la città si trasforma, all’insegna della meraviglia. Con la crisi della cultura tradizionale, quella che spregiativamente verrà definita dell’antico regime, vengono meno allora le condizioni culturali e politiche che avevano creato i presupposti per l’affermarsi della festa barocca e di tutte le sue manifestazioni. La società diviene più laica passando attraverso un feroce anticlericalismo che, della nuova cultura, rappresenta l’elemento più largamente percepito nel Mezzogiorno. Tra i ceti sociali della classe dirigente e il popolo si scava un solco profondo, reso incolmabile dal fenomeno del brigantaggio prima e dalle mancate riforme poi. Avrà inizio, così, il declino di una forma d’arte che si aggraverà ancora con l’avvento dell’Unità italiana. Le grandi scenografie, gli spettacoli dì fuochi artificiali eseguiti di giorno su appositi spartiti musicali, le grandi processioni in pompa magna col coinvolgimento e la partecipazione di tutta la città, saranno solo un ricordo sempre più sbiadito, fino alla totale cancellazione dalla memoria. Ma la rinascita artistica di questa splendida tradizione si realizzerà nel Mezzogiorno con l’elaborazione di una vera e propria nuova forma d’arte: le luminarie, la cui fortuna odierna consiste, nell’illudere che quando si para una strada o una piazza moderna, si presuppone psicologicamente una forma urbis, anche quando questa non c’é. E, per qualche giorno, ci si illude che anche la città nuova sia un prolungamento di quella antica. Poi si aspetterà la festa dell’anno successivo, quando una nuova parazione aiuterà ancora a sognare.

In questo contesto cultural-popolare e di attaccamento necessario alle tradizioni nasce il Concorso "LuminArte"...teso a non dimenticare ed a tramandare alle nuove generazioni pur lasciandole libere di creare esprimendo le tematiche più vicine ai nostri tempi. Passato e presente legati per un futuro possibile”.

 

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