Lunedì 27 Maggio 2019
   
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Piccola Ribalta fa doppio “tutto esaurito” con “Mi separo”

commedia mi separo con spadaro

commedia mi separo con spadaro La commedia diretta e interpretata da Franco Spadaro, con Simonetta Paolillo e Valentina Gadaleta ha festeggiato il primo anno dalla prima messa in scena proprio al Cineteatro “Sacro Cuore” di Gioia sabato 13 e domenica 14 aprile: 123 repliche in un anno, per la precisione.

Il successo per il regista è dovuto al sottotitolo “lo spettacolo dove si entra in coppia e si esce single”, ma possiamo affermare con certezza che il segreto del successo di “Mi separo” è la bravura e la complicità degli attori che riescono ad ogni battuta a far divertire e coinvolgere il pubblico e a divertirsi in prima persona. La tematica affrontata fa il resto: ovvero la quotidianità di un rapporto di coppia che dopo tanti anni di matrimonio, non è più quella delle smancerie affettuose ma è quello del provare a convivere con i difetti dell’altro, che magari con gli anni si acuiscono e che possono portare a decisioni avventate e dispendiose come il divorzio. Perché se è vero che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, è anche vero che sulla Terra devono convivere nonostante i contrasti causati dalle loro indoli diverse. Perché se la donna ha un approccio da gazzcommedia mi separo con spadaroella, non sta mai ferma e zitta, l’uomo è un po’ bradipo e taciturno e usa rispondere con un “sin” per il quieto vivere, alle numerose domande della moglie, la spiegazione è presto offerta da Franco: “Il cervello dell’uomo è organizzato semplicemente in scatole che non comunicano tra loro, c’è la scatola del niente, la preferita, dove l’uomo si rifugia spesso e volentieri per scaricare lo stress”.

Secondo studi scientifici, sembrerebbe che l’uomo sia l’unico essere vivente in grado di fare cose simili a un elettroencefalogramma piatto come pescare e fare zapping compulsivo con il telecomando: “Non è facile, avete mai visto una donna pescare?”… Perderebbe subito la pazienza. Mentre il cervello della donna è come un albero di Natale, con infinite serie di luci accese, è in connessione come la rete internet. La loro energia sono le emozioni che mettono in ogni cosa, ecco perché ricordano sempre tutto. Le donne se hanno un problema parlano ma non vogliono soluzioni, “… e non provate a dargliele, firmereste la vostra condanna a morte”, gli uomini quando decidono di parlare è perché vogliono una soluzione.

“Siamo diversi, dobbiamo accettarlo”, la felicità deriva dall’accettazione. Può capitare però che in certi momenti l’accettazione non basti e si pensi alla separazione, ma buttare per aria trent’anni di matrimonio e il pensiero di abbandonare Franco proprio in previsione della vecchiaia, fa cambiare idea a Simonetta, che nell’epoca di coach specializzati in tutti i campi, anche nei sentimenti, prenota una terapia dalla psicologa. Arriva la dott.ssa Krastinova da Japigia che mostra una certa sensibilità alla vista di Franco in quella miserabile condizione, “costretto” sul divano per via di un incidente inventato da Simonetta per convincere la dottoressa a raggiungere la coppia in casa. commedia mi separo con spadaro

La psicologa mette subito in chiaro che bisogna fissare l’obiettivo attraverso un metodo condiviso. Con una speciale tecnica riesce a sedare i frequenti litigi della coppia e con un agile gesto allontana le negatività, almeno fino al prossimo litigio. La dottoressa propone di bypassare le variabili comportamentali di Franco e le resistenze di Simonetta per indagare le variabili di tipo biologico-organico, ad esempio se praticano sport, e se Simonetta ha qualcosa da rimproverare a suo marito, dopo un’eloquente “eeeeeeh!” puntualizza di essere loro l’unica coppia tra gli amici a non avere l’album del matrimonio. “Come definisce la parola marito? - Chiede la psicologa a Simonetta – “persona che non trova le cose in casa”. Franco non ci sta e risponde: “siete voi che ce le nascondete” e si rifà, anche in questo caso ad una spiegazione scientifica: la differenza di ampiezza di visuale dalla notte dei tempi le donne per badare alla prole sono dotate di una visuale periferica di 45° a destra e 45° a sinistra, in larghezza e in altezza, l’uomo era colui che si doveva occupare del sostentamento della famiglia e cacciava per questo è dotato di una visuale di distanza. Dopo aver chiesto di scattare una fotografia dello stato del proprio rapporto, anche fisico e aver appurato che c’è molta “stima” tra entrambi, la prima e ultima seduta volge al termine, alla richiesta del compenso moglie e marito si alleano come mai prima e invitano la psicologa a lasciare la casa.

In chiusura la scena si sposta in camera da letto, con riflessioni a voce alta di Franco sull’esosità della separazione, sull’amore, quel sentimento a cui sono state dedicate canzoni, poesie e pensieri filosofici, Schopenhauer diceva che “l’amore è un inganno della natura”, perché alla natura interessa solo la prosecuzione della specie, per questo c’è chimica tra due persone. In realtà quello che pensa Franco è che: “L’amore è una scelta deliberata tra due persone, è costruire insieme il rifugio per le giornate di pioggia, l’amore vuol dire lottare giorno dopo giorno, superare insieme la disillusione che l’amore delle favole non esiste, perché il vero coraggio non è andare via, ma rimanere”. L’amore è tornare a casa la sera dopo trent’anni e dirsi che nonostante tutto ne è valsa la pena, soprattutto quando lei oltre ad essere una brava madre e una brava moglie è una brava attrice che fa quello che le dice il regista e il regista è lui: “Su una cosa che fa quello che dico io, lcommedia mi separo con spadaroa dovrei lasciare?” E così con un bel bacio sulle note di “Un corpo e un’anima” cala il sipario su “Mi separo” spettacolo che con goliardia e saggezza fa divertire e riflettere sull’incredibile rapporto uomo - donna su cui tanto è stato detto, scritto e cantato, ma che non è mai scontato soprattutto quando questo si affronta a teatro, luogo magico dove attori e pubblico sono insieme parte attiva.

Per chi non fosse riuscito ad esserci lo scorso weekend, niente paura! Sabato 27 e domenica 28 aprile “Mi separo” replica ancora una volta al Cineteatro “Sacro Cuore”. Il regista ha preannunciato che ci sarà un sequel, in cui si affronteranno i problemi con i figli e il tradimento, invita tutti a seguire la Compagnia Piccola Ribalta su Facebook per essere sempre aggiornati sui prossimi spettacoli. Ringrazia la scenografa Gianna Pellicciaro, Valentina Gadaleta che oltre ad essere una bravissima attrice è anche psicologa nella vita e Simonetta Paolillo sua moglie nella scena e nella vita. 

 

 

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