Lucilla interviene su sperimentazioni Itea e inceneritore a Modugno

fumate sperimentazioni

“Durante il Consiglio Comunale di sabato 17 febbraio c.a. della Città di Modugno, avente ad oggetto “Insediamento produttivo NEWO. Esame e dibattito generale” (tecnologia ITEA), è stato invitato a partecipare il Sindaco del Comune di Gioia del Colle, Donato Lucilla. Si riporta l’intervento del Sindaco”.

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lucilla a modugno su itea“Grazie signor Presidente

Ringrazio la comunità di Modugno, nella persona del signor Sindaco Dott. Magrone, per l’invito e l’opportunità di confrontarci su una tematica che accomuna il vostro territorio con la città che rappresento, Gioia del Colle.

La tecnologia che verrebbe utilizzata nel progetto Newo è, infatti, stata sviluppata da una società che ha avviato uno stabilimento pilota a Gioia del Colle.

La società “ITEA Spa” (società del gruppo “Sofinter”) ha brevettato nel 2006 un processo di ossidocombustione, operante nella zona industriale di Gioia del Colle.

Ritengo opportuno ripercorrere, sinteticamente, le tappe di questa attività.

Il processo, precedentemente nominato “DISMO”, nel 2005 ha ottenuto la prima autorizzazione, rinnovata nel 2007, 2008, 2009, 2011 e 2013, mentre le prime sperimentazioni sui rifiuti pericolosi risalgono al 2011.

Nel 2014, con la variazione del procedimento autorizzativo, la Città Metropolitana di Bari autorizzò la sperimentazione per i rifiuti non pericolosi, mentre per i rifiuti pericolosi si avviò il procedimento di VIA, di competenza regionale, teso a verificare la sussistenza dei presupposti per l’estensione dell’autorizzazione, conservando la medesima capacità di trattamento indicata nei precedenti provvedimenti di autorizzazione.

Nel 2017, durante la mia Amministrazione insediatasi in estate 2016, all’interno del parere urbanistico rilasciato in sede di Conferenza dei Servizi, è stata apposta, per la prima volta, la clausola della “non nocività” dell’impianto, prevista nelle Note tecniche di Attuazione del PRG (risalente agli anni ’70) e mai richiamata all’interno dei diversi pareri rilasciati sin dal 2006.

Con Determinazione n. 47 del 30 marzo 2017, il Servizio VIA/Vinca – Sezione Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia ha autorizzato la Società ITEA al trattamento dei rifiuti non pericolosi e pericolosi, attraverso il processo di ossidocumbustione per l’attività dell’impianto pilota, autorizzando, con una serie di prescrizioni molto stringenti, a trattare al max 50t in un anno e massimo 5 tonnellate di rifiuti in un giorno.

La conferenza dei servizi aveva inteso superare il parere negativo reso dall’Arpa nel procedimento mentre né in sede di conferenza dei servizi né con l’autorizzazione rilasciata successivamente, era stato acquisito il fondamentale parere del dipartimento di Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’ASL SUD, pur invitato in sede di conferenza dei servizi, quale unico Ente preposto alla verifica della clausola esplicita di “non nocività” dell’impianto, apposta al parere urbanistico rilasciato dal Comune.

Sulla scorta delle criticità espresse da ARPA in sede di conferenza dei servizi e durante un tavolo tecnico richiesto dalla nostra Amministrazione, in qualità di Autorità Sanitaria Locale chiesi all’ASL di esprimersi nel merito delle sperimentazioni.

A maggio 2017 il SISP SUD trasmise il proprio parere, sconsigliando il rinnovarsi delle autorizzazioni alle sperimentazioni, per il trattamento dei rifiuti non pericolosi e pericolosi, non escludendo una possibile incidenza negativa sul piano dell’impatto di salute dell’impianto in questione.

Emergendo l’incompletezza dell’istruttoria effettuata in sede di conferenza dei servizi, nonché le criticità riportate nella stessa da ARPA Puglia e poiché il parere rilasciato dall’ASL ha introdotto un importante elemento di novità circa il potenziale rischio sanitario insito nella gestione delle attività autorizzate, la cui valutazione richiederebbe un maggiore approfondimento oltre ad un quadro conoscitivo e documentale più completo e pregnante, il 1 giugno 2017 chiedemmo alla Regione e ai restanti enti coinvolti nel procedimento autorizzativo di revocare l’autorizzazione rilasciata, ai sensi dell’art. 21 quinques della Legge 241/90, in quanto mutati i presupposti sui quali è stata condotta la fase istruttoria ed in subordine di avviare un procedimento volto all’acquisizione della documentazione progettuale integrativa, indicata dalla stessa ASL, proprio per appurare l’eventuale impatto sulla salute dei cittadini.

A tale richiesta ne seguì un’altra, indirizzata al Presidente Emiliano e all’ex Assessore regionale all’Ambiente Santorsola, poi rinnovata al suo successore Caracciolo, di apertura di un tavolo tecnico.

Il 24 agosto la sezione autorizzazioni ambientali della Regione Puglia, considerando che allo stato attuale non sussistono condizioni e concrete motivazioni tali da comportare la revoca dell’autorizzazione, nonché mutamenti della situazione di fatto, invitava l’Asl a chiarire se il progetto in suo possesso sia completo di tutta la documentazione fornita in sede di conferenza dei servizi; se siano sopravvenuti motivi di pubblico interesse non già esistenti al momento dell’autorizzazione, nonché mutamenti della situazione di fatto; se, atteso il carattere sperimentale dell’impianto e la massima capacità di esercizio autorizzato dello stesso (pari a 50 tonn/anno e 5 tonn/giorno) si ritiene necessaria ed opportuna una valutazione dell’impatto sanitario e l’Arpa a fornire le motivazioni che hanno indotto a ribadire durante l’incontro tecnico avvenuto con il Comune il parere negativo.

Il 20 settembre giungeranno i chiarimenti di ARPA; Il SISP SUD riscontrerà l’11 dicembre, a seguito di un nostro sollecito, anche per via delle preannunciate sperimentazioni comunicate da ITEA poi rinviate ad aprile.

Sarà la stessa ASL a concordare sull’opportunità che sia effettuata una valutazione di impatto sanitario, non obbligatoria, per l’impianto sito a Gioia del Colle.

Dal quadro appena delineato, emerge una situazione abbastanza complessa le cui valutazioni mutano nel corso del tempo: basta portare come esempio che l’amministrazione precedente nel 2014 presentava nel chiostro del comune il rinnovo dell’autorizzazione alla sperimentazione di Itea come un “approccio smart ed eco sostenibile”.

Tuttavia, l’impegno morale e civico, prima che giuridico, di un Sindaco è quello di puntare al miglioramento della qualità della vita della comunità che rappresenta, anche attraverso misure che potrebbero apparire impopolari.

In più occasione la mia Amministrazione ha ribadito che non è disposta a barattare il diritto alla salute con il diritto al lavoro, che inevitabilmente si ripercuoterebbe sulla qualità della vita di tutti, in primo luogo degli stessi dipendenti impegnati nell’attività produttiva.

Concludo sottolineando che l’atteggiamento della mia amministrazione, così come quello delle amministrazioni comunali di Modugno e di Bari, non è certamente ispirata ad una aprioristica chiusura verso quegli interventi che sono necessari per chiudere il ciclo dei rifiuti ma è altrettanto evidente che lo spirito con il quale queste amministrazioni si confrontano con questa problematica è quella di individuare le soluzioni migliori, prive di effetti collaterali per la salute dei cittadini e per l’ambiente che possano essere strategicamente allocate in territori non già oggetto di pesanti fenomeni inquinanti, per evitare di creare delle “bombe ecologiche”.

È di tutta evidenza che, rispetto a tematiche così complesse e che, inevitabilmente, hanno ripercussioni pesanti sull’opinione pubblica, le amministrazioni locali, quelle più prossime ai cittadini, quelle nelle quali i Sindaci sono chiamati ad essere i primi responsabili della salute pubblica, pur privi dei poteri necessari per ottenere risultati concreti, chiedano che vengano tenute in debita considerazione le osservazioni che le agenzie Regionali deputate al controllo dell’ambiente e della Salute, Arpa ed Asl, hanno mosso rispetto a questa tecnologia”.

Il Sindaco
dott. Donato Lucilla