Venerdì 26 Maggio 2017
   
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MIRIAM MASTROVITO, SCRITTRICE GIOIESE, PRESENTA “REBORN”

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Venerdì, 17miriam mastrovito libro aprile, alle ore 21 presso il Circolo “Arci Lebowski”, la scrittrice gioiese Miriam Mastrovito presenterà Reborn” - sua ultima creatura letteraria - concepita in e-book - opera che pur vestendo i colori del fantasy con viraggi “dark” e gotici chiaroscuri, rinuncia alla levità del romanzo di genere, svelando ancoraggi narrativi dall’architettura solida ed avvincente, ed una trama perfetta per produzioni cinematografiche.

Il libro sarà presentato in prima assoluta presso l'Arci Lebowski il 17 aprile anche in formato cartaceo.

E’ un romanzo - confessa l’autrice -, fortemente biografico, a tratti intimistico”, con personaggi realmente vissuti a Gioia del Colle, città in cui la storia è ambientata. L’elemento magico e al contempo drammaticamente surreale di quest’opera, è una bambola confezionata su preciso disegno di Miriam. Una bambola che ha lo stesso volto di una bimba tragicamente scomparsa che d’improvviso “ritorna” dal passato, portando con sé alcuni ricordi che la contestualizzano in un’epoca non troppo lontana, ma pur sempre priva di coordinate con la realtà. Unica certezza di Rea è che Elga è la sua mamma, una mamma che non può e non vuole accettarla.

Elga lotta contro la follia, Rea non è sua figlia, non lo sarà mai, non somiglia neanche un po’ alla sua Martina, eppure la sua presenza dissolve il volto della sua bimba, la “cancella” dalle foto, dai ricordi di tutti, tranne che dai suoi.

Martina - oro rosso nei suoi riccioli -, è morta in un tragico incidente insieme al suo papà. Vittima non solo del destino ma anche di un sortilegio, diviene sempre più evanescente.

Una dissolvenza che sconvolge e graffia a sangue il cuore di Elga, che la porta ad odiare la piccola intrusa che chiede solo amore nel solo modo in cui sa farlo.

Solo Juri, nelle vesti di atipico stalker profondamente innamorato di Elga, di animo miriam mastrovito librobuono e gentile “vede”, comprende ed ama, non riamato. Rea lo cerca e cerca in lui complicità, conforto e comprensione. Rea ha paura di un passato che non ricorda e che tenta di esorcizzare vivendo il presente e vorrebbe recidere quel filo che la lega all’oscurità, lo stesso che Ogma - con sapienti pennellate misteriche -, manovra a distanza, nebulizzando miasmi di orrore sulla vicenda. “Oltre” vi è una porta, nella sciabolata di buio che segna il varco, un passato di violenze e soprusi subiti… Una trama che inchioda alla lettura dalla prima all’ultima pagina.

TRA MITO E FANTASY… CON UN PIZZICO DI HORROR

Tra i personaggi che Miriam ritiene più “riusciti”, c’è Ogma.

“Secondo la mitologia celtica Ogma è il dio della guerra, del furore ma anche della scrittura. Tra i suoi compiti vi è quello di traghettare le anime nell’aldilà. Fisicamente è una bellezza androgina. Personalmente l’ho immaginato somigliante al modello François Telombre, sarebbe perfetto nei suoi panni in un ipotetico film. In realtà amo in modo diverso tutti i personaggi che creo. A Rea probabilmente devo qualcosa in più, perché è da lei che è nato il romanzo, nel libro l’ho descritta così com’è nelle mie visioni, compresa la sua sete d’affetto che mi ha preso il cuore sin dal nostro primo incontro, ma quello in cui più mi ritrovo è Juri.”

Questo libro Miriam lo dedica a nonno Donato, un musicista della gloriosa Banda di Gioia che talvolta accompagnava i cortei funebri suonando con “la banda piccola”.

Quando ero bambina mi portava spMiriam Mastrovito2esso a passeggio nel cimitero. Andavamo a far visita a nonna Maria, che non ho mai conosciuto e ci piaceva tanto girovagare tra le tombe. Leggevamo i nomi sulle lapidi e fantasticavamo sulle vite delle persone a cui appartenevano. Oltre che dedicargli il romanzo, ho fatto un piccolo regalo a entrambi. Siamo solo due comparse, ma facciamo insieme la nostra apparizione nella storia, così come allora. Un piccolo prodigio reso possibile dalla magia della scrittura. Avevo dodici anni quando il nonno ci lasciò, ma lo porto sempre con me e so che ci rincontreremo. Ci ameremo di nuovo anche in un’altra vita.”

Questo romanzo - per l’autrice un vero e proprio “testamento spirituale” -, segue “Il mistero dei libri perduti” (Zero91 Edizioni - 2011) ed “Il Mendicante di sogni (La penna blu - 2009).

Miriam Mastrovito - laurea in filosofia, una passione innata per la lettura e per il fantasy - ha vinto numerosi i premi letterari, collabora con diversi web magazine e siti letterari (Bravi Autori, Gocce magazine, Il Foglio letterario), è cofondatrice di “Scrittori sommersi” e si dedica con passione e competenza a recensioni di nuove proposte pubblicate sul 'Gloria's literary café' e sul blog letterario 'StrepiTesti'.

Miriam passa “al selfpublishing” dopo alcune esperienze negative con l’editoria a pagamento e con l’insolvenza di editori free di cui si parla poco o niente, così come delle clausole capestro, ad esempio sul diritto di opzione, che spesso si trasformano in un vero e proprio limite alle possibilità di crescita di un autore.

“L’autore che si auto produce - conclude Miriam - non è un autore che fa tutto da sé sostituendosi all’editor, al grafico, all’impaginatore. La differenza da questo punto di vista consiste solo nel fatto che l’editore tradizionale impone all’autore i suoi collaboratori, l’autore indipendente (definizione che ritengo più appropriata rispetto a “self”) li sceglie in piena autonomia.”

 

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