Martedì 26 Maggio 2020
   
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‘PERFINO CATONE SCRIVEVA RICETTE’ CON EVA CANTARELLA

EVE CANTARELLA

EVE CANTARELLA Alla presenza della scrittrice Eva Cantarella, mercoledì 3 dicembre presso l’auditorium del Liceo Scientifico “R. Canudo” di Gioia del Colle, nell’ambito del Progetto lettura, si è discusso di un libro destrutturato: ‘Perfino Catone scriveva ricette’. Un libro, sostiene la scrittrice nell’introduzione, che mira a mettere in luce quelle che sono le enormi diversità e le inaspettate continuità tra il mondo antico e quello odierno, mondi che noi percepiamo come totalmente estranei ma che in realtà sono semplicemente diversi a causa delle differenze temporali.

Un libro, insomma, che consiste in un costante e marcato paragone, anche se implicito, tra l’antichità e la modernità attraverso  tracce, fili, spie di momenti di vita che formano un libro Lego - così lo definisce Eva Cantarella - che sfida il lettore a dedurre la società greca e quella romana attraverso queste microstorie. L’evento è stato introdotto dalla prof.ssa Irene Martino che ha insistito sul paradosso che avvolge il nostro paese in questo periodo riguardo allo studio della cultura greca e latina che, pur appartenendoci, si affievolisce in Italia per consolidarsi all’estero, infatti in Finlandia esiste un canale televisivo nel quale è utilizzata la lingua latina, in America invece, in molte università esistono corsi universitari di Latino. L’azione perpetracanatrellata da Eva Cantarella è una operazione  di rigore filologico al fine di poter interrogare il mondo antico ogni giorno.

L’introduzione prosegue con il saluto del dirigente Rocco Fazio da parte della sua vice Piera De Giorgi che ha ringraziato Eva Cantarella per l’opportunità, tramite il libro dalla particolare struttura, di incontrare e comprendere maggiormente il mondo che è nostro genitore, un mondo dal quale proveniamo e che ci permette di interpretare il nostro presente alla luce delle nostre radici.

Essendo stato un incontro che nasce dalla scuola per la scuola, protagonisti dell’evento sono stati gli alunni delle varie classi del biennio che sono intervenuti con domande e spunti di riflessione sul libro e sulla sua realizzazione. Nella biografia della scrittrice troviamo la figura del padre di fondamentale importanza per la scoperta della sua passione per il mos maiorum, figura molto influente in quanto  sin dall’ infanzia al momento della buona notte era solito raccontare a sua figlia storie tratte dall’Odissea invece delle favole  più consuete. Da quei significativi momenti è nata in lei la necessità di parlare con i classici che ha dato vita alla scelta di intraprendere un percorso di studi in Diritto Romano che la ha portata a rivalutare il Diritto come elemento fondamentale per la convivenza civile di ciascuno di noi.

Gli interventi degli studenti hanno sottolineato la struttura slegata nelle varie narrazioni, infatti l’autrice ci presenta i costumi degli antichi tramite le loro superstizioni, le singolari pratiche alimentari, il benessere del corpo e della mente  e le stravaganze, tutti questi elementi riescono ad avvicinare gli antichi nella loro completezza alla nostra realtà.

L’evento è continuato con un lavoro multimediale presentato minuziosamente da due studenti della I E che hanno richiamato delle singolari storie raccontate nel libro al fine di rendere tutti consapevoli degli argomenti trattati. Un’altra tematica affrontata è stata quella del ruolo femminile all’interno della societEVE CANTARELLAà romana che, al contrario di molti pregiudizi che abbiamo su quel periodo, vedeva la donna in buona parte emancipata dal punto di vista economico, educativo e sociale. Inoltre i romani avevano un gran terrore nei confronti delle donne che maneggiavano i veleni, in quel periodo infatti esistevano due tipi di veleni: velena bona usato nei medicinali e velena mala nell’accezione con cui intendiamo oggi i veleni. Dato che furono le donne ad inventare l’agricoltura questi veleni erano nelle loro mani e potevano usarli a proprio piacimento, da qui deriva infatti la frase “Ogni adultera è avvelenatrice”. La professoressa Cantarella presenta una donna che ricopre un ruolo negativo all’interno della poesia Omerica: Clitemnestra, assassina del marito Agamennone. Secondo l’autrice, la poesia trasmette le conoscenze di un popolo, istruisce il lettore attraverso dei modelli negativi, come nel caso di Clitemnestra, e dei modelli positivi dai quali il lettore deve poter evincere delle morali a scopo educativo. Questa riflessione che ha visto come protagonista la donna è stata conclusa con la citazione di Simone de Beauvoir ‘Donne non si nasce si diventa’ in quanto a contribuire a plasmare il maschile e il femminile è sia l’ambiente che il periodo storico in cui si vive. L’azione divulgativa e informativa che si è svolta con la presentazione di ‘Perfino Catone scriveva ricette’ è di certo molto importante in quanto, come affermato nella citazione iniziale di  Oscar Wilde “Colui per il quale il presente è l’unica cosa non sa nulla dell’epoca in cui vive”.

 

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